Questo
il titolo dello spettacolo proposto il 13 maggio 2012 dai ragazzi
dell'oratorio di Santa Lucia nell'ambito delle manifestazioni in onore
di san Filippo, quest'anno "in visita" nella nostra parrocchia. Un
titolo e un augurio a vivere l'esperienza cristiana con gioia, come ci
ha insegnato il nostro santo patrono.
Subito dopo la messa vespertina
i giovani dell'oratorio hanno sistemato velocemente il "palcoscenico",
poche sedie per gli interpreti/cantori e i musicisti. Una scenografia
volutamente scarna a testimoniare che si può dire molto anche senza
troppi orpelli.
La rappresentazione è cominciata con il segno della
croce ed un saluto alla statua di san Filippo, quasi a volerlo
coinvolgere nell'evento a lui dedicato.Poi il coro ha intonato lo
Iubilate Deo, canto a più voci che invita a lodare Dio e a servirlo in
letizia.

Gianni
e Marika nel ruolo di conduttori hanno presentato qualche nota storica
sulla nascita dell'oratorio, fondato da san Filippo Neri nella chiesa di
san Girolamo a Roma intorno al 1550, introducendo poi nel corso della
serata le varie parti dello spettacolo.
A seguire la lettura di due
brani scritti dal Santo, uno dedicato alla gioia, recitato da Erika e
l'altro alla vanità, in questo la regista/attrice Angelina si è anche
divertita a coinvolgere il pubblico nella ripetizione ricorrente del
"ritornello" "tutto il resto è vanità".
Il testo "Vanità di vanità" è
stato portato in musica nel 1983 dal cantautore Angelo Branduardi per
il film di Luigi Magni "State buoni se potete", interpretato da Johnny
Dorelli; il brano ha concluso questo momento, ben interpretata dal coro e
dai musicisti Gianni e Tommaso.
San Filippo Neri è stato un grande
confessore, abituato a trattare i peccatori in maniera schietta,
smascherando le loro ipocrisie e guidandoli ad una retta comprensione
della dottrina cristiana. Numerosi gli aneddoti sulla vita del santo,
alcuni portati in scena in maniere divertente dai ragazzi con un
convincente Giuseppe nel ruolo del santo e Angelina in quello della
pettegola, accompagnata da Giovanna, per l'occasione attrice "non
parlante".

Nella
prima scenetta "La pettegola", don Filippo ammonisce una donna dalla
lingua lunga sulla pericolosità delle sue maldicenze, proponendole poi
una strana penitenza: deve prendere una gallina morta e spennarla lungo
la via; poi tornare indietro e recuperare le piume, portate ovunque dal
vento.
Scenetta divertente, arricchita da un fuori programma, dovuto alla difficoltà di spennare la gallina in diretta.
Chiaro
l'intento anche pedagogico di questa sorta di parabola, dimostrare che
le parole dette in maniera avventata si spargono senza controllo e non è
più possibile farle tornare indietro.
Nella seconda scenetta
Angelina è la moglie brontolona di Domenico, con cui è in lite continua.
don Filippo le suggerisce di prendere dell'acqua e riempirsene la bocca
prima di rispondere sgarbatamente al marito. Un consiglio di pazienza
che è sempre utile quando si è sul punto di dire cose di cui poi
potremmo pentirci.

La terza scenetta narra la storia di una suora in
odore di santità interpretata da Erika, che don Filippo va a trovare su
ordine del Papa.
Il
sacerdote si presenta con le scarpe sporche di fango e chiede alla
suora di aiutarlo a toglierle. Lei, indispettita, lo manda via,
rivelando la sua mancanza di umiltà, senza la quale non può esserci
santità.
Chiude il momento la canzone "Preferisco il Paradiso",
tratta dalla colonna sonora della miniserie omonima, interpretata da
Gigi Proietti.
Seguono quattro racconti tratti dalla vita di san Filippo.
Nel
primo don Filippo si trova davanti ad una bambina morta e inizialmente
prega per la sua salvezza, ma Dio gli rivela che la bimba è attesa in
Paradiso. Il sacerdote consola la madre addolorata ricordandole che la
figlia sia in Paradiso e lei debba essere orgogliosa di essere stata da
"balia di Dio".

La seconda storia narra in un crocifisso che
sanguina, ritenuto miracoloso dai romani. don Filippo va a vedere la
croce, armato di nascosto di un'ascia.
Si
inginocchia davanti al legno e lo colpisce con la lama, ripetendo "come
Cristo ti adoro, come legna ti spacco", rivelando l'ingegnoso trucco
che permetteva il falso sanguinamento.
Il terzo è il miracolo del
principe Paolo, morto e riportato in vita per qualche istante dal Santo,
il tempo sufficinte per ricevere l'assoluzione dai suoi peccati e poter
tornare tra le braccia di Dio. "Adesso vai in pace" gli ripete don
Filippo dandogli l'assoluzione.
Il quarto racconto mostra i dubbi di
una santa suora, talmente umile da considerarsi l'ultima delle
peccatrici e quindi non degna di salvarsi. Grazie all'aiuto di don
Filippo capirà che Gesù è morto per tutti, soprattutto per i peccatori e
quindi anche per la sua salvezza.
La lettura di una serie di detti
del Santo, letti da tutti i ragazzi alternandosi al microfono e di una
preghiera a san Filippo composta dal cardinale J. E. Newman, per
l'occasione affidata alle voci delle cresimande Arianna e Annamaria,
concludono quest'ultima sezione.
Segue il medley finale in cui coro e
musicisti riprendono i brani cantati nel corso dello spettacolo e la
presentazione di tutti i cantori/attori:
Gianni (nel duplice ruolo
di conduttore e tastierista), Marika (conduttrice), Erica (la suora),
Giuseppe (san Filippo), Domenico (il marito esasperato), Ezia,
Annamaria, Arianna, Marina, Tommaso (chitarra e armonica), Antonella,
Angelina (regia e recitazione) e Giovanna (recitazione... muta).
Una
bella prova d'esordio per il gruppo dei ragazzi dell'Oratorio. In
verità il gruppo è in maggior parte composto da donne, ma l'uso in
questi casi è di indicare il genere maschile per tutti; spero le ragazze
mi perdoneranno per averle sempre indicate al maschile!
Il parroco
don Giuseppe Di Corrado ha molto apprezzato l'esibizione, rivelando di
aver atteso a lungo un simile evento, segno della vitalità dell'oratorio
e primi frutti di un cammino iniziato senza grossi clamori da Giovanna e
le altre responsabili dell'oratorio.
Dopo il suo saluto ha chiesto
la parola anche il signor Fasano (Cavalieri di Malta) che ha lodato i
ragazzi dell'oratorio per la bella esibizione, invitandoli a perseverare
su questa strada, creando magari un coro parrocchiale o una compagnia
teatrale in grado di proporsi anche su altri palcoscenici.
Un augurio
che faccio anche mio, ringraziando tutti coloro che testardamente hanno
voluto far nascere l'oratorio nella nostra parrocchia, nonostante le
difficoltà e le perplessità di tanti di noi. Un grazie anche alle
ragazze e ai ragazzi per la splendida esibizione e per il loro impegno
in questa avventura in cui hanno scoperto talenti che forse neanche loro
sapevano di avere.
Gianni Capotorto
Oratorio di Santa Lucia - Recital su San Filippo (13/05/2012)