Il Cammino della Fede
Terzo Incontro
La Divina Rivelazione e la Sacra Liturgia
a cura del prof. Giuseppe Micunco

Si
è svolto giovedì 9 maggio 2013 presso il salone parrocchiale di Santa
Lucia il terzo incontro del ciclo "Il Cammino della Fede", itinerario
formativo incentrato su una rinnovata lettura e attualizzazione degli
insegnamenti apostolici del Concilio Ecumenico Vaticano II.
Nel
primo incontro S.E. Mons. Francesco Cacucci ha illustrato gli
avvenimenti storici che hanno portato all'indizione del Concilio e il
clima di attesa e voglia di rinnovamento che si respirava in quegli
anni, rievocando anche alcuni episodi della sua esperienza personale di
giovane sacerdote nel periodo conciliare.
Il secondo incontro si è
incentrato sul tema della Chiesa, attraverso una rilettura della Lumen
Gentium a cura di don Giuseppe Di Corrado, incentrata sull'importanza
del concetto di Popolo di Dio formato da tutti i battezzati che il
Concilio ha ribadito fortemente.
Nel terzo incontro il prof. Giuseppe
Micunco, laico impegnato nello studio delle Sacre Scritture e dei
documenti conciliari, ci ha parlato delle costituzioni dogmatiche Dei
Verbum e Sacrosanctum Concilium, dedicate alla Parola di Dio e alla
Sacra Liturgia, i due tesori nascosti della Chiesa, per secoli
competenza esclusiva dei presbiteri.
Con il Concilio si è affermato
il concetto che ogni battezzato è "sacerdote, re e profeta" e quindi
corresponsabile della missione della Chiesa, trasformando il modo di
vivere la liturgia. Il diverso orientamento di chi presiede la liturgia,
che non celebra più di spalle al popolo, vuole sottolineare che si
celebra insieme il rito, ciascuno con il proprio ruolo. Un cambiamento
non coreografico, ma sostanziale, segno di un nuovo modo di intendere la
liturgia.
L'introduzione delle lingue nazionali nelle celebrazioni
eucaristiche e un rinnovato impegno per la promozione della Sacra
Scrittura hanno spinto in quegli anni molti cattolici a riaccostarsi ai
testi sacri, a scoprire tante pagine poco conosciute, non solo ai
laici.
Il dott. Micunco ha sottolineato l'importanza, soprattutto
per chi va a leggere durante la messa, di una maggiore conoscenza del
testo sacro, non solo per evitare errori di pronuncia o di tono, ma per
avere la consapevolezza di prestare in quel momento la propria voce al
Signore, che parla attraverso di noi.
Si è poi soffermato sui
problemi legati alle traduzioni dei testi sacri nelle lingue nazionali,
non sempre usando termini idonei e pienamente rispondenti
all'originale. Per esempio il termine "Verbo", usato solo per il
vangelo di san Giovanni e tradotto compe "Parola" o in modi diversi
negli altri testi sacri, almeno nella versione italiana.
Un aspetto
che ha suscitato la curiosità di parte del pubblico, soprattutto i
cultori delle lingue classiche, intervenuti con domande e
testimonianze.