mercoledì 17 febbraio 2016
lunedì 1 febbraio 2016
martedì 19 gennaio 2016
Restauro tele a san Francesco
Due dipinti della chiesa di San Francesco a restauro
| tela Perdono d'Assisi |
Partirà
fra qualche giorno l’opera di restauro e quindi il recupero di due
dipinti ad olio su tela del 1700 del De Filippis (1694-1769), forse i
più importanti dal punto di vista artistico-storico e culturale
presenti nella chiesa di San Francesco, dei quali uno rappresenta il
“Perdono di Assisi” e l’altro “Immacolata tra Santi”.
Nel primo dipinto e raffigurato San Francesco d’Assisi che riceve dalle
mani del Bambinello Gesù seduto sulle ginocchia della Vergine Maria un
foglio con su scritto Indulgenza Plenaria. L’autore in questa tela ha
voluto rappresentare quello che avvenne 800 anni fa in una notte
dell'anno 1216, Francesco era immerso nella preghiera e nella
contemplazione nella chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente
brillò una vivissima luce ed egli vide sopra l'altare il Cristo e la
Madonna; entrambi erano luminosi e circondati da una moltitudine di
Angeli.
Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il Suo Signore.
Quando Gesù gli chiese che cosa desiderasse per la salvezza delle anime, la risposta di Francesco fu:
"Santissimo
Padre, benché io sia un misero peccatore, Ti prego che a tutti quelli
che, pentiti e confessati verranno a visitare questa chiesa, Tu conceda
loro ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le
colpe".
"Quello
che tu chiedi, o frate Francesco, è grande - gli disse il Signore - ma
di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua
preghiera, ma a patto che tu domandi al mio Vicario in terra, da parte
mia, questa indulgenza."
E
Francesco si presentò subito al Pontefice Onorio III che in quei giorni
si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta e
concesse l’indulgenza che si celebra ancora oggi il 2 agosto di ogni
anno.
---
| tela Vergine con san Vito e san Biagio |
Nel secondo dipinto è raffigurata la Vergine Maria Immacolata che da
una moltitudine di angeli viene portata in cielo con ai suoi piedi il
vescovo San Biagio e il Martire San Vito.
Le
opere di restauro saranno affidate alla Dott. Maria Gaetana Di Capua da
Martina Franca. Il presidente Carmine Candeloro e tutta la
Confraternita del Purgatorio, che promuove e sostiene il restauro
ringrazia quanti liberamente daranno il proprio contributo a favore di
questa causa.
La Confraternita del Purgatorio
sabato 19 dicembre 2015
Bollettino parrocchiale Natale 2015
Informiamo la comunità parrocchiale che è disponibile online il nuovo numero del nostro bollettino parrocchiale Voce... della comunità, liberamente scaricabile dal seguente indirizzo:
Dallo stesso indirizzo possono essere prelevati anche tutti i numeri usciti finora, semplicemente cliccando sul link corrispondente.
Il file verrà scaricato in formato PDF o in versione zippata.
Da oggi il bollettino può anche essere letto online in versione sfogliabile.
L'intero archivio è stato finalmente trasferito sulla piattaforma Issuu; se notate errori nei link o altri problemi vi chiedo di segnalarmeli all'indirizzo e-mail staffsl@upgo.org in modo da poterli correggere prontamente.
Voce... - Dicembre 2015In questo numero
- L'angolo di Don Giuseppe| Natale della Misericordia
- La fede spiegata ai bambini/ Misericordia è...
- Ascolto e lettura dei segni dei tempi
- Chi ha paura di Gesù Bambino?
- L'Eucaristia dono del Dio che ci ama
- Letto per voi: Chi ha ucciso Babbo Natale?
- Carità, dono del Dio dell'Amore Misericordioso
- L'angolo del D.V.|Intervento del Papa sul processo matrimoniale
Versione sfogliabile
giovedì 19 novembre 2015
AC - Catechesi biblica 16_11_2015
Si è svolto lunedì 16/11/2015 presso la parrocchia
Immacolata il primo incontro organizzato dall'Azione Cattolica
interparrocchiale, un'esperienza significativa che si è scelto di
ripetere anche quest'anno.
Una catechesi biblica tenuta da don Lino Modesto, parroco al S. Salvatore di Loseto, parrocchia in cui ha operato anche il nostro compianto don Vito Marotta, incentrata sul tema associativo annuale "Si alzò e andò in fretta" (Lc 1,39-56).
Dopo un breve introduzione al cammino interparrocchiale di quest'anno, si è svolto un momento di preghiera e la lettura del brano biblico.
Don Lino ha ringraziato per l'invito e sottolineato che prepararsi per gli altri spinge a riflettere in maniera più approfondita sul testo sacro per capire cosa comunicare e come farlo nella maniera migliore.
Spesso accogliamo la Parola solo in parte, tralasciando quel che non ci fa comodo. Invece dovremmo prendere Gesù così com'è sempre, essere obbedienti alla parola anche quando non ci va a genio.
Il brano di Luca fa parte dei cosidetti "vangeli del'infanzia" che hanno lo scopo di spiegarci chi è Gesù, da dove viene. Bisogna accostarsi a questi testi non per trovare una cronaca puntuale degli avvenimenti, ma per comprendere il mistero profondo del Dio che viene a visitare il suo popolo.
Non a caso sono state trovate delle analogie tra questo testo e quello del trasporto dell'Arca dell'alleanza. Entrambi non vanno letti con un atteggiamento cronachistico, ma in una prospettiva cristologica/ecclesiologica.
Una catechesi biblica tenuta da don Lino Modesto, parroco al S. Salvatore di Loseto, parrocchia in cui ha operato anche il nostro compianto don Vito Marotta, incentrata sul tema associativo annuale "Si alzò e andò in fretta" (Lc 1,39-56).
Dopo un breve introduzione al cammino interparrocchiale di quest'anno, si è svolto un momento di preghiera e la lettura del brano biblico.
Don Lino ha ringraziato per l'invito e sottolineato che prepararsi per gli altri spinge a riflettere in maniera più approfondita sul testo sacro per capire cosa comunicare e come farlo nella maniera migliore.
Spesso accogliamo la Parola solo in parte, tralasciando quel che non ci fa comodo. Invece dovremmo prendere Gesù così com'è sempre, essere obbedienti alla parola anche quando non ci va a genio.
Il brano di Luca fa parte dei cosidetti "vangeli del'infanzia" che hanno lo scopo di spiegarci chi è Gesù, da dove viene. Bisogna accostarsi a questi testi non per trovare una cronaca puntuale degli avvenimenti, ma per comprendere il mistero profondo del Dio che viene a visitare il suo popolo.
Non a caso sono state trovate delle analogie tra questo testo e quello del trasporto dell'Arca dell'alleanza. Entrambi non vanno letti con un atteggiamento cronachistico, ma in una prospettiva cristologica/ecclesiologica.
Partiamo dal versetto 45 in cui Elisabetta dice "Beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto".
Maria è il modello di ogni credente. Non solo beata per essere stata la madre di Gesù, ma anche per essere stata la prima credente, aver ascoltato la Parola.
Beata perchè ha saputo accogliere le parole del Signore, per la sua fede.
Maria non accetta passivamente il suo ruolo, pone domande all'arcangelo Gabriele, chiede "come avverrà". Credere non significa smettere di porsi domande.
Dopo lo stupore e i dubbi, Maria accoglie con gioia l'annuncio, dà la sua disponibilità con prontezza e con gioia. La sua fede continua fin sotto la croce, lei è la primizia dei credenti.
La fede di una comunità e di un credente è il punto di partenza per una chiesa in uscita, una chiesa missionaria.
Le nostre comunità sono luoghi autentici di fede? La gioia del Vangelo è di casa nei nostri incontri e nella nostra vita? Che gioia potremo comunicare agli altri se non c'è in noi?
Maria è il modello di ogni credente. Non solo beata per essere stata la madre di Gesù, ma anche per essere stata la prima credente, aver ascoltato la Parola.
Beata perchè ha saputo accogliere le parole del Signore, per la sua fede.
Maria non accetta passivamente il suo ruolo, pone domande all'arcangelo Gabriele, chiede "come avverrà". Credere non significa smettere di porsi domande.
Dopo lo stupore e i dubbi, Maria accoglie con gioia l'annuncio, dà la sua disponibilità con prontezza e con gioia. La sua fede continua fin sotto la croce, lei è la primizia dei credenti.
La fede di una comunità e di un credente è il punto di partenza per una chiesa in uscita, una chiesa missionaria.
Le nostre comunità sono luoghi autentici di fede? La gioia del Vangelo è di casa nei nostri incontri e nella nostra vita? Che gioia potremo comunicare agli altri se non c'è in noi?
Maria è stata prima di tutto discepola, credente, oltre e forse più che madre di Gesù.
"Maria si alzò", sottolinea l'evangelista Luca per indicare che ha vissuto un incontro, un'esperienza di resurrezione. Non può trattenere per sè il dono di Dio, lo comunica agli altri come Dio fa con l'uomo. Dio è Parola pronunciata per l'eternità.
Chi incontra Dio non può trattenerlo per sè, deve diventare dono per gli altri.
Gesù dice infatti a Maria Maddalena "non mi trattenere".
"Maria si alzò", sottolinea l'evangelista Luca per indicare che ha vissuto un incontro, un'esperienza di resurrezione. Non può trattenere per sè il dono di Dio, lo comunica agli altri come Dio fa con l'uomo. Dio è Parola pronunciata per l'eternità.
Chi incontra Dio non può trattenerlo per sè, deve diventare dono per gli altri.
Gesù dice infatti a Maria Maddalena "non mi trattenere".
Maria partì "in fretta"; chi è inserito nel progetto di Dio avverte l'urgehnza del progetto salvifico.
Nel brano non viene specificato il nome del paese di Giuda dove viveva Elisabetta, la città non è importante per il suo nome, ma per il cammino verso di essa.
Maria è chiamata a uscire da sè, dalla sua casa, dalla sua esperienza di ogni giorno.
Anche Gesù è sempre in cammino, sempre per strada, nelle piazze; visse il suo ministero in cammino di villaggio in villaggio, verso la città, verso il luogo della convivenza umana.
Anche noi siamo chiamati a uscire dalle nostre chiese, a offrire a tutti la bellezza del Vangelo, a non rinchiuderci nelle nostre chiese e sacrestie mentre fuori c'è una moltitudine di affamati. La nostra pastorale è ancora troppo incentrata sulla parrocchia e poco sulle strade, nelle piazze.
Maria si muove verso la città, un movimento che dovremmo vivere anche noi. Dovremmo vivere la città, il quartiere, portare la nostra testimonianza anche fuori della Chiesa, dove siamo inviati come lievito.
Maria va a portare il dono che ha ricevuto, un Dio che si dona dall'eternità per l'umanità.
Uscire per annunciare non noi stessi, ma la gioia del Vangelo, del regno di Dio.
Al n. 49 della Evangelii Gaudium papa Francesco scrive "preferisco una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze. Non voglio una Chiesa preoccupata di essere il centro e che finisce rinchiusa in un groviglio di ossessioni e procedimenti."
Il regno di Dio è il centro e non appartiene solo a noi.
Ci sono anche tanti cristiani anonimi, che vivono il regno di Dio senza saperlo, senza neanche conoscere Gesù, ma vivendolo comunque nella loro vita.
Ricordiamo nell'antico testamento il ruolo del re Ciro, pagano che non conosceva Dio, ma divenne il suo strumento per la liberazione del popolo di Israele e il suo ritorno a Gerusalemme.
Il regno non appartiene a noi, chiamati solo ad annunciare l'opera di Dio tra noi.
Quante occasioni perse in nome della nostra autoreferenzialità, troppo presi da noi stessi da rallentare l'avvento del regno di Dio.
"Come vorrei una Chiesa povera, per i poveri" ci ha ricordato papa Francesco fin dall'inizio del suo pontificato, invitandoci a scegliere la povertà, la condivisione con gli ultimi, con i poveri.
San Vincenzo de' Paoli nella sua opera assistenziale costituì inizialmente le dame della carità, solitamente donne ricche che aiutavano gli altri, però spesso guardandoli dall'alto in basso, senza cambiare il loro stato sociale (e il loro cuore). In seguito fondò le figlie della carità, non solo inviate ad alleviare le sofferenze degli altri, ma anche invitate a vivere la povertà nella propria vita.
In fretta diventiamo pane spezzato, condiviso senza fare calcoli o progetti.
Maria si presenta con umiltà, senza arroganza, quasi in silenzio. Luca non ci racconta cosa ha fatto nei tre mesi che è stata accanto a Elisabetta.
L'annuncio del Vangelo non deve avvenire con arroganza, con troppo zelo, diventando invadenti e mortificando gli altri. Dobbiamo centellinare la testimonianza, "farci dialogo, conversazione" come diceva papa Paolo VI.
Il mondo non ha bisogno di nuovi crociati, di militanti, ma di testimoni come Maria.
giovedì 5 novembre 2015
Bollettino parrocchiale Novembre 2015
Informiamo la comunità parrocchiale che è disponibile online il nuovo numero del nostro bollettino parrocchiale Voce... della comunità, liberamente scaricabile dal seguente indirizzo:
Dallo stesso indirizzo possono essere prelevati anche tutti i numeri usciti finora, semplicemente cliccando sul link corrispondente.
Il file verrà scaricato in formato PDF o in versione zippata.
Da oggi il bollettino può anche essere letto online in versione sfogliabile.
L'intero archivio è stato finalmente trasferito sulla piattaforma Issuu; se notate errori nei link o altri problemi vi chiedo di segnalarmeli all'indirizzo e-mail staffsl@upgo.org in modo da poterli correggere prontamente.
Voce... - Novembre 2015
In questo numero
- L'angolo di Don Giuseppe| Lettera aperta ai parrocchiani
- La fede spiegata ai bambini/ Cos'è la fede?
- Tracce del Vescovo per l'Anno Pastorale 2015
- E si chiamano bravi cristiani...
- Cronache "catechistiche" / Lettera di un bambino ai genitori
- Letto per voi: Ecologia del potere. Studio su Danilo Dolci
- Il nuovo anno nel segno della misericordia
- L'angolo del D.V.|Il nuovo processo rotale alla luce del "Mitis iudex Dominus Iesus"
Versione sfogliabile
lunedì 28 settembre 2015
festa san Francesco 2015
Confraternita del Purgatorio
Parrocchia Santa Lucia
Chiesa di San Francesco
Solennità del Patrono d'Italia
San Francesco d'Assisi
Programma
Sabato 3 ottobre
- ore 17.30 - Recita del Santo Rosario
- ore 18.00 - Celebrazione della Santa Messa per il "Transito del Santo"
Domenica 4 ottobre - Solennità di San Francesco
- ore 08.00 - Recita del Santo Rosario
- ore 08.30 - Santa Messa solenne e accensione della lampada della Pace
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