mercoledì 25 settembre 2013
lunedì 23 settembre 2013
Incontro Catechisti
Ricordo a tutti i catechisti che martedi 24 settembre alle ore 19.30 in chiesa si terrà un incontro con tutti i catechisti per l'organizzazione del nuovo anno catechistico.
A partire dalla prossima settimana saranno avviate le iscrizioni e comincerà il nuovo anno catechistico.
A partire dalla prossima settimana saranno avviate le iscrizioni e comincerà il nuovo anno catechistico.
Nuovi orari Messe
A partire da domenica 29 settembre 2013 cambiano gli orari delle celebrazioni nella nostra parrocchia.
La principale variazione rigurada la Messa delle ore 11.30 sarà anticipata alle ore 11.00.
Gli orari delle celebrazioni domenicali saranno quindi:
* A partire da Domenica 27 ottobre 2013, con il ritorno dell'ora solare, come di consueto la messa vespertina sarà anticipata alle ore 18.30.
La principale variazione rigurada la Messa delle ore 11.30 sarà anticipata alle ore 11.00.
Gli orari delle celebrazioni domenicali saranno quindi:
Mattina ore 7.30 - 9.00 - 11.00
Sera ore 19.00 *
* A partire da Domenica 27 ottobre 2013, con il ritorno dell'ora solare, come di consueto la messa vespertina sarà anticipata alle ore 18.30.
mercoledì 21 agosto 2013
ordinazione don Alessandro D'Angelo
Ricordo a tutti i parrocchiani che fra pochi giorni, sabato 7 settembre 2013 alle ore 19.00 presso la chiesa parrocchiale Santa Maria Assunta di Binetto il nostro diacono don Alessandro D'Angelo sarà ordinato sacerdote dal nostro vescovo S.E. Mons. Francesco Cacucci.
Lunedì 2 settembre dopo la messa vespertina ci sarà un momento di preghiera comunitario in vista dell'ordinazione presbiteriale di don Alessandro che presiederà la (prima) celebrazione eucaristica nella nostra parrocchia domenica 8 settembre 2013 alle ore 19.00.
In occasione dell'ordinazione tutta la comunità parrocchiale è invitata ad unirsi all'evento, sia fisicamente che spiritualmente.
Pertanto la messa vespertina delle ore 19.00 sabato 7 nella nostra parrocchia non sarà celebrata.
Dalla redazione di UPGO un abbraccio al futuro sacerdote, con l'augurio di poter sempre seguire con gioia il cammino indicatogli dal Signore e saper essere portatore di pace e punto di riferimento per la crescita spirituale e umana della nostra comunità parrocchiale. Rinnoviamo i nostri auguri a don Alessandro e l'invito a pregare per lui, per sostenerlo in questo momento tanto importante della sua vita spirituale e nel corso del suo cammino al servizio della Chiesa.
martedì 11 giugno 2013
Il Cammino della Fede - 4 tappa
Il Cammino della Fede
Quarto Incontro
L'apostolato dei laici - Decreto Apostolicam Actuositatem
a cura di don Domenico Soliman
"I cristiani sono nel mondo ciò che l'anima è nel corpo"
(Lettera a Diogneto)
Si è svolto lunedì 3 giugno presso il salone parrocchiale di Santa Lucia il quarto incontro del ciclo "Il Cammino della Fede", itinerario formativo sul Concilio Ecumenico Vaticano II, dedicato alla Apostolicam Actuositatem.
Nella sua breve introduzione il nostro parroco don Giuseppe Di Corrado ha ricordato la figura di don Alberione e la propria esperienza personale all'interno della famiglia paolina, ancora viva nel suo cuore, rievocando anche il primo incontro con il relatore di questa serata, all'epoca giovanissimo redattore di un giornale paolino.
Don Giuseppe ha sottolineato la necessità di collaborazione all'interno della Chiesa: dove non arriva il sacerdote, devono arrivare i laici. Tutti siamo nella Chiesa, vescovi e fedeli laici; insieme, se no non è Chiesa.
Tutti siamo chiamati ad evangelizzare con la testimonianza, altrimenti siamo come pecore disperse. Se i cristiani hanno un'identità sono capaci di contagiare.
Anche Gesù era un laico, come uomo non faceva parte della casta sacerdotale.
Con il Concilio la Chiesa riflette su di sè e sul suo rapporto con il mondo.
Oggi la parola laico viene contrapposta a religioso, come se fossero due cose contrastanti mentre invece c'è solo una diversità di carismi e responsabilità.
I laici sono dei credenti che vivono nel mondo.
Partendo dall'analisi del quadro di Caravaggio "La chiamata di Matteo" sono state fatte alcune considerazioni.
Prima di tutto il miracolo della chiamata (e della risposta) di Matteo, un pubblicano, considerato da tutti un peccatore. Una chiamata che è una nuova creazione, una rinascita dell'uomo che cambia vita. Da notare il gesto di Matteo che sembra chiedere "chi io?", incredulo che Gesù possa chiamare proprio lui.
La domanda che ciascuno di noi forse si pone quando il Signore ci chiede un impegno, ci chiama a collaborare con lui.
Da notare che anche Pietro (simbolo della Chiesa) indica Matteo come a voler indicare la necessità di operare, di vivere la chiamata all'interno della Chiesa.
Il laico è colui che segue il Signore nel mondo, nelle professioni. Siamo chiamati all'apostolato, all'evangelizzazione nel tempo, nella storia, cultura e società in cui viviamo.
L'apostolo Paolo non operava mai da solo; aveva dei collaboratori, uomini e donne, una comunità cristiana che annunciava il Vangelo.
La spiritualità dei laici va sempre alimentata alla fonte della Liturgia, ponendo al centro la Parola di Dio, che è viva e ci alimenta. Il Vangelo non è solo un libro, ma un'esperienza da portare nella storia.
I laici devono assumere il compito del rinnovamento dell'ordine temporale. Il loro apostolato deve svolgersi sia come servizio all'interno della comunità cristiana che come testimonianza nella famiglia e nella società.
Non si opera da soli per cui riveste grande importanza l'apostolato associato (Azione Cattolica e altre associazioni e movimenti ecclesiali) valorizzando i doni di ognuno. Le sfide che il singolo non può affrontare da solo vanno superate insieme. Non deve esserci contrapposizione o rivalità, ma collaborazione e dialogo tra laici e gerarchia.
Da soli si è più fragili, si lavora meno e con maggiore fatica, tutto si fa più complicato.
La corresponsabilità è un traguardo che va oltre la collaborazione, indica il sentirsi tutti parte della Chiesa, rafforzandosi con una formazione spirituale continua.
Confidando nel Signore non si fatica invano.
A conclusione di questo ultimo incontro le brevi testimonianze della prof.ssa Emilia Laterza e del prof. Francesco Giannini sul loro impegno all'interno della nostra parrocchia.
La numerosa e attenta partecipazione dei fedeli (non solo della nostra parrocchia) agli incontri, sopportando pazientemente anche qualche piccolo ritardo dovuto a difficoltà tecniche, ribadisce l'attenzione ancora presente nei confronti del Concilio; un avvenimento da conoscere per i più giovani e da rivivere per chi è stato partecipe di quegli anni di speranza per la Chiesa.
Uscita Bollettino parrocchiale giugno 2013
Informiamo la comunità parrocchiale che è disponibile online il nuovo numero del nostro bollettino parrocchiale Voce... della comunità, liberamente scaricabile dal seguente indirizzo:
Dallo stesso indirizzo possono essere prelevati anche tutti i numeri usciti finora, semplicemente cliccando sul link corrispondente.
Il file verrà scaricato in formato PDF zippato.
Voce... - Giugno 2013
In questo numero
- L'angolo di Don Giuseppe: Il tempo è un dono prezioso
- Con mamma e papà dopo il battesimo (2^ parte)
- In trepidante attesa
- Il dubbio: Chi seguiamo davvero?
- A Roma da Papa Francesco con l'A.C. Diocesana
- Ricorrenze
- Memoranda: I 39 anni di sacerdozio di don Giuseppe
- Letto per voi: "Io cristiano come voi"
- L'angolo del D.V.: "Il processo di nullità" (2^ parte)
Il Cammino della Fede - 4 tappa
Il Cammino della Fede
Quarto Incontro
L'apostolato dei laici
Decreto Apostolicam Actuositatem
a cura di don Domenico Soliman
"I cristiani sono nel mondo ciò che l'anima è nel corpo"
(Lettera a Diogneto)
Si
è svolto lunedì 3 giugno presso il salone parrocchiale di Santa Lucia
il quarto incontro del ciclo "Il Cammino della Fede", itinerario
formativo sul Concilio Ecumenico Vaticano II, dedicato alla Apostolicam
Actuositatem.
Nella sua breve introduzione il nostro parroco don Giuseppe Di Corrado ha ricordato la figura di don Alberione e la propria esperienza personale all'interno della famiglia paolina, ancora viva nel suo cuore, rievocando anche il primo incontro con il relatore di questa serata, all'epoca giovanissimo redattore di un giornale paolino.
Don Giuseppe ha sottolineato la necessità di collaborazione all'interno della Chiesa: dove non arriva il sacerdote, devono arrivare i laici. Tutti siamo nella Chiesa, vescovi e fedeli laici; insieme, se no non è Chiesa.
Tutti siamo chiamati ad evangelizzare con la testimonianza, altrimenti siamo come pecore disperse. Se i cristiani hanno un'identità sono capaci di contagiare.
Anche Gesù era un laico, come uomo non faceva parte della casta sacerdotale.
Ha poi preso la parola don Domenico Soliman commentando un passo della lettera a Diogneto, che ha fatto un po' da filo conduttore dell'incontro.
Con il Concilio la Chiesa riflette su di sè e sul suo rapporto con il mondo.
Oggi la parola laico viene contrapposta a religioso, come se fossero due cose contrastanti mentre invece c'è solo una diversità di carismi e responsabilità.
I laici sono dei credenti che vivono nel mondo.
Partendo dall'analisi del quadro di Caravaggio "La chiamata di Matteo" sono state fatte alcune considerazioni. Prima di tutto il miracolo della chiamata (e della risposta) di Matteo, un pubblicano, considerato da tutti un peccatore. Una chiamata che è una nuova creazione, una rinascita dell'uomo che cambia vita. Da notare il gesto di Matteo che sembra chiedere "chi io?", incredulo che Gesù possa chiamare proprio lui.
La domanda che ciascuno di noi forse si pone quando il Signore ci chiede un impegno, ci chiama a collaborare con lui. Da notare che anche Pietro (simbolo della Chiesa) indica Matteo come a voler indicare la necessità di operare, di vivere la chiamata all'interno della Chiesa.
Il laico è colui che segue il Signore nel mondo, nelle professioni. Siamo chiamati all'apostolato, all'evangelizzazione nel tempo, nella storia, cultura e società in cui viviamo.
L'apostolo Paolo non operava mai da solo; aveva dei collaboratori, uomini e donne, una comunità cristiana che annuncia il Vangelo.
La spiritualità dei laici va sempre alimentata alla fonte della Liturgia, ponendo al centro la Parola di Dio, che è viva e ci alimenta. Il Vangelo non è solo un libro, ma un'esperienza da portare nella storia.
I laici devono assumere il compito del rinnovamento dell'ordine temporale. Il loro apostolato deve svolgersi sia come servizio all'interno della comunità cristiana che come testimonianza nella famiglia e nella società.
Non si opera da soli per cui riveste grande importanza l'apostolato associato (Azione Cattolica e altre associazioni e movimenti ecclesiali) valorizzando i doni di ognuno. Le sfide che il singolo non può affrontare da solo vanno superate insieme. Non deve esserci contrapposizione o rivalità, ma collaborazione e dialogo tra laici e gerarchia.
Da soli siè più fragili, si lavora meno e con maggiore fatica, tutto si fa più complicato.
La corresponsabilità è un traguardo che va oltre la collaborazione, indica il sentirsi tutti parte della Chiesa, rafforzandosi con una formazione spirituale continua.
Confidando nel Signore non si fatica invano.
A conclusione di questo ultimo incontro le brevi testimonianze della prof.ssa Emilia Laterza e del prof. Francesco Giannini sul loro impegno all'interno della nostra parrocchia.
La numerosa e attenta partecipazione dei fedeli (non solo della nostra parrocchia) agli incontri, sopportando pazientemente anche qualche piccolo ritardo dovuto a difficoltà tecniche, ribadisce l'attenzione ancora presente nei confronti del Concilio; un avvenimento da conoscere per i più giovani e da rivivere per chi è stato partecipe di quegli anni di speranza per la Chiesa.
Nella sua breve introduzione il nostro parroco don Giuseppe Di Corrado ha ricordato la figura di don Alberione e la propria esperienza personale all'interno della famiglia paolina, ancora viva nel suo cuore, rievocando anche il primo incontro con il relatore di questa serata, all'epoca giovanissimo redattore di un giornale paolino.
Don Giuseppe ha sottolineato la necessità di collaborazione all'interno della Chiesa: dove non arriva il sacerdote, devono arrivare i laici. Tutti siamo nella Chiesa, vescovi e fedeli laici; insieme, se no non è Chiesa.
Tutti siamo chiamati ad evangelizzare con la testimonianza, altrimenti siamo come pecore disperse. Se i cristiani hanno un'identità sono capaci di contagiare.
Anche Gesù era un laico, come uomo non faceva parte della casta sacerdotale.
Ha poi preso la parola don Domenico Soliman commentando un passo della lettera a Diogneto, che ha fatto un po' da filo conduttore dell'incontro.
Con il Concilio la Chiesa riflette su di sè e sul suo rapporto con il mondo.
Oggi la parola laico viene contrapposta a religioso, come se fossero due cose contrastanti mentre invece c'è solo una diversità di carismi e responsabilità.
I laici sono dei credenti che vivono nel mondo.
Partendo dall'analisi del quadro di Caravaggio "La chiamata di Matteo" sono state fatte alcune considerazioni. Prima di tutto il miracolo della chiamata (e della risposta) di Matteo, un pubblicano, considerato da tutti un peccatore. Una chiamata che è una nuova creazione, una rinascita dell'uomo che cambia vita. Da notare il gesto di Matteo che sembra chiedere "chi io?", incredulo che Gesù possa chiamare proprio lui.
La domanda che ciascuno di noi forse si pone quando il Signore ci chiede un impegno, ci chiama a collaborare con lui. Da notare che anche Pietro (simbolo della Chiesa) indica Matteo come a voler indicare la necessità di operare, di vivere la chiamata all'interno della Chiesa.
Il laico è colui che segue il Signore nel mondo, nelle professioni. Siamo chiamati all'apostolato, all'evangelizzazione nel tempo, nella storia, cultura e società in cui viviamo.
L'apostolo Paolo non operava mai da solo; aveva dei collaboratori, uomini e donne, una comunità cristiana che annuncia il Vangelo.
La spiritualità dei laici va sempre alimentata alla fonte della Liturgia, ponendo al centro la Parola di Dio, che è viva e ci alimenta. Il Vangelo non è solo un libro, ma un'esperienza da portare nella storia.
I laici devono assumere il compito del rinnovamento dell'ordine temporale. Il loro apostolato deve svolgersi sia come servizio all'interno della comunità cristiana che come testimonianza nella famiglia e nella società.
Non si opera da soli per cui riveste grande importanza l'apostolato associato (Azione Cattolica e altre associazioni e movimenti ecclesiali) valorizzando i doni di ognuno. Le sfide che il singolo non può affrontare da solo vanno superate insieme. Non deve esserci contrapposizione o rivalità, ma collaborazione e dialogo tra laici e gerarchia.
Da soli siè più fragili, si lavora meno e con maggiore fatica, tutto si fa più complicato.
La corresponsabilità è un traguardo che va oltre la collaborazione, indica il sentirsi tutti parte della Chiesa, rafforzandosi con una formazione spirituale continua.
Confidando nel Signore non si fatica invano.
A conclusione di questo ultimo incontro le brevi testimonianze della prof.ssa Emilia Laterza e del prof. Francesco Giannini sul loro impegno all'interno della nostra parrocchia.
La numerosa e attenta partecipazione dei fedeli (non solo della nostra parrocchia) agli incontri, sopportando pazientemente anche qualche piccolo ritardo dovuto a difficoltà tecniche, ribadisce l'attenzione ancora presente nei confronti del Concilio; un avvenimento da conoscere per i più giovani e da rivivere per chi è stato partecipe di quegli anni di speranza per la Chiesa.
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