sabato 28 febbraio 2015

Santa Lucia - Quarant'ore 2015


Cominciano Domenica 1 marzo 2015 le Quarant'ore presso la nostra parrocchia.

 Il programma prevede:
Domenica 1 marzo 2015
  • ore 11.00              Santa Messa (al termine esposizione del SS. Sacramento)
  • ore 12.30 - 16.00  Adorazione libera e personale
  • ore 16.30              Adorazione Eucaristica Comunitaria
  • ore 18.00              Santo Rosario
  • ore 18.30              Celebrazione Eucaristica
Lunedì 2 marzo 2015
  • ore   8.30              Santa Messa (al termine esposizione del SS. Sacramento)
  • ore   9.30 - 16.00  Adorazione libera e personale
  • ore 16.30              Adorazione Eucaristica Comunitaria
  • ore 18.00              Santo Rosario
  • ore 18.30              Celebrazione Eucaristica
Lunedì 2 marzo
  • ore   8.30              Santa Messa (al termine esposizione del SS. Sacramento)
  • ore   9.30 - 16.00  Adorazione libera e personale
  • ore 16.30              Adorazione Eucaristica Comunitaria
  • ore 18.00              Santo Rosario
  • ore 18.30              Celebrazione Eucaristica
Martedì 3 marzo 2015
  • ore    8.30             Santa Messa (al termine esposizione del SS. Sacramento)
  • ore  10.30             Recita dell'ora meda
  • ore 11.30 - 18.00 Adorazione libera e personale
  • ore 16.30              Adorazione Eucaristica Comunitaria
  • ore 18.00              Santo Rosario
  • ore 18.30              Solenne Concelebrazione inter-parrocchiale e  conclusione  dell'Quarant'ore.

mercoledì 25 febbraio 2015

Resoconto Quarta tappa Cammino AC 2014-15

Lunedì 23 febbraio 2015 si è svolto presso il cine Sacro Cuore il quarto incontro del percorso interparrocchiale per adulti orgnaizzato dall'Azione Cattolica. Un cineforum tenuto dal nostro arcivescovo mons. Francesco Cacucci, guida d'eccezione per scoprire il film "Still life" del regista Uberto Pasolini.
Una pellicola del 2013, premiata per la regia alla 70ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.


Il vescovo nella sua breve introduzione si è ricollegato al tema diocesano di quest'anno, paragonando la figura di Nicodemo che sorregge il corpo del Cristo, immortalata da Michelangelo nella pietà Bandini, all'atteggiamento protettivo del protagonista del film nei confronti dei suoi "utenti", persone morte in solitudine di cui ritrovare i parenti per dare loro l'ultimo saluto.

Durante il dibattito seguito al film sono emersi parecchi elementi interessanti per la discussione, ben moderata da mons. Cacucci, che anche durante la proiezione aveva suggerito alcuni interrogativi utili per comprendere meglio la pellicola.

Un primo intervento ha accostato il tema del film ai Sepolcri di Foscolo, a differenza del poeta il regista non sembra dubitare dell'importanza di una buona sepoltura, circondati dall'affetto delle persone amate.
Il protagonista cerca in ogni modo di assolvere al suo delicato incarico: raccoglie foto e oggetti per comprendere la psicologia del morto e scriverne un'orazione funebre personalizzata, cerca di ritrovare i suoi parenti prossimi, presenzia (spesso da solo) ai loro funerali, scegliendo con cura le musiche più adatte a ciascun individuo.
Con dolore, quasi fosse una sua sconfitta personale, sparge le ceneri di coloro di cui non sono stati trovati familiari, prendendo comunque tempo nella speranza di riuscire a trovare in extremis qualcuno cui affidarle.
Una abnegazione e dedizione al lavoro che, come ha fatto notare qualcuno, non viene in alcun modo apprezzata e valorizzata dai suoi datori di lavoro che anzi lo ritengono troppo lento nello svolgimento del suo incarico e decidono di licenziarlo, sostituendolo con impiegati più rapidi e dotati di meno scrupoli.

John May comunque chiede di poter terminare il suo ultimo incarico, l'alcolizzato Billy Stoke, morto in solitudine a pochi passi da casa sua e che lui non aveva mai visto prima. Una circostanza che denota anche la profonda solitudine di quest'uomo, completamente votato al suo lavoro tanto da non avere più contatti neanche con i propri vicini di casa.
Tutta la sua vita è contrassegnata da una profonda monotonia, quasi dei riti quotidiani e solo verso la fine del film proverà a cambiare un po' il suo modo di vestire e comportarsi, si aprirà addirittura uno spiraglio nella sua vita sentimentale dopo aver conosciuto Kelly, la figlia di Billy Stoke.
Forse. La sua morte improvvisa spezza apparentemente ogni illusione di cambiamento, di riscatto.
Un finale pessimistico, secondo alcuni, che esorta quasi a un disimpegno nei confronti dei propri doveri, fatiche che non vengono mai apprezzate.

Paradossalmente nel finale Billy Stoke verrà sepolto circondato dai suoi parenti e familiari, accorsi nonostante i maltrattamenti da lui subiti in passato, le violenze, gli abbandoni.  Una vittoria di John May, riuscito a portare a termine con successo il suo ultimo incarico.
Forse anche la sua sconfitta come uomo, condannato a morire in solitudine, come le persone che aveva rincorso per tutta la vita.

Mons. Cacucci ha invece insistito sul messaggio di speranza contenuto nel film, traducendo liberamente il titolo come "nuova vita", annunciata dalla folla di defunti che circondano John May al momento del suo funerale, quasi a voler ricambiare, a volerlo ringraziare del suo gesto d'affetto.


Scheda film


Still Life

locandina Still Life
   
Un film di Uberto Pasolini.
Con Eddie Marsan, Joanne Froggatt, Karen Drury, Andrew Buchan, Ciaran McIntyre
Drammatico, durata 87 min. - Gran Bretagna, Italia 2013.


Trama
John May è un solitario funzionario comunale, il cui lavoro consiste nel rintracciare i parenti più prossimi delle persone morte in totale solitudine. May svolge il suo lavoro con estrema meticolosità e conduce una vita tranquilla e ordinaria, fatta di ossessivi riti quotidiani. Un giorno gli viene affidato il caso di Billy Stoke, un uomo alcolizzato morto in solitudine a pochi passi da casa sua. Così inizia a raccogliere indizi sulla sua vita e a cercare le persone a cui è stato legato. Ma a causa della crisi economica gli viene comunicato che il suo ufficio sta per essere ridimensionato e sarà licenziato in quanto in esubero. John May non si abbatte e convince il suo capo a concedergli qualche giorno per portare a termine il suo ultimo caso. Durante le sue ricerche conosce Kelly, la figlia di Billy Stoke abbandonata durante l'infanzia, e nei suoi viaggi, alla ricerca delle persone che hanno conosciuto Stoke, John May ha modo di riassaporare la vita. Non durerà molto e anche lui morirà in totale solitudine, come tutti quelli che ha seguito durante il suo lavoro, i quali, in un finale onirico e coinvolgente, lo omaggeranno grati.

Link utili per appofondire
http://it.wikipedia.org/wiki/Still_Life_(film_2013)
http://www.mymovies.it/film/2013/stilllife/ 


 

martedì 24 febbraio 2015

Bollettino parrocchiale Quaresima 2015







Informiamo la comunità parrocchiale che è disponibile online il nuovo numero del nostro bollettino parrocchiale Voce... della comunità, liberamente scaricabile dal seguente indirizzo:
Dallo stesso indirizzo possono essere prelevati anche tutti i numeri usciti finora, semplicemente cliccando sul link corrispondente.
Il file verrà scaricato in formato PDF zippato.

 Voce... - Febbraio 2015

In questo numero

  •     L'angolo di Don Giuseppe: Un modo diverso di vivere
  •     Il nostro cammino Quaresimale
  •     Insieme Costruttori di Pace
  •     La carità secondo Papa Francesco
  •     Voce... della Parrocchia: 10 anni insieme
  •     Catechista e... mamma!
  •     A tutto carnevale
  •     "Con tutto il cuore". A scuola di carità
  •     Inaugurazione dell'anno giudiziario rotale
 

martedì 3 febbraio 2015

San Francesco - Quarant'ore 2015

Si svolgerà domenica 8 febbraio 2015 alle ore 16.30 presso la chiesa di San Francesco l'Adorazione Eucaristica Comunitaria in occasione delle Quarant'ore.

 Il programma prevede:
  • Domenica 08 febbraio 2015
  • ore 8.00 Santo Rosario
  • ore 8.30 Santa Messa (al termine ci sarà l' esposizione del SS. Sacramento) 
  • ore 9.30 - 16.30 Adorazione libera e personale
  • ore 16.30 Adorazione Eucaristica Comunitaria
  • ore 18.00 Santo Rosario Eucaristico
  • ore 18.30 Liturgia della Parola e Benedizione Eucaristica
Lunedì 09 febbraio 2015
  • ore 7.30 Esposizione del SS. Sacramento
  • ore 8.00 - 18.00 Adorazione libera e personale
  • ore 18.00 Santo Rosario Eucaristico
  • ore 18.30 Santa Messa
 Martedì 10 febbraio 2015
  • ore 7.30 Esposizione del SS. Sacramento
  • ore 8.00 - 18.00 Adorazione libera e personale
  • ore 18.00 Santo Rosario Eucaristico
  • ore 18.30 Santa Messa solenne e conclusione delle Quarant'ore


mercoledì 21 gennaio 2015

resoconto Terza tappa Cammino AC 2014-15

incontro Santa Lucia 01
Lunedì 19 gennaio 2015 si è svolto presso la parrocchia di Santa Lucia il terzo incontro del percorso per adulti promosso dall'Azione Cattolica interparrocchiale sul tema "Contempl-attivi - Vivere e servire la giustizia"
Dopo una breve introduzione di Filippo De Bellis, ha preso la parola il magistrato Roberto Rossi che ha sottolineato l'importanza dell'AC nella sua formazione religiosa e umana e, ricordando l'esempio e la tragica fine di Vittorio Bachelet, ha notato che oggi spesso i magistrati soiano martiri della fede.
Bachelet fu ucciso in un periodo difficile per l'Italia, in cui il paese era in bilico e la democrazia a forte rischio.
Eppure la sua tragica fine rappresentò anche un segno di speranza, grazie al gesto spontaneo del perdono degli assassini da parte di suo figlio durante il suo funerale.
Bachelet era una figura molto impegnata, ma anche molto presente nei riguardi della famiglia e dei colleghi.
Una persona di grande mediazione, che non considerava la politica come luogo del conflitto, dello scontro ideologico, ma come terreno dove prendere decisioni comuni, mediando tra le diverse idee, mettendo insieme le persone, nonostante le differenze.

incontro Santa Lucia 02


Un metodo appreso forse nell'Azione Cattolica. basato in primo luogo sull'ascolto, primo passo per provare a mettere insieme persone con idee differenti.
Roberto Rossi, nei suoi quattro anni a Roma presso il Consiglio Superiore della Magistratura ha potuto verificare di persona quanto sia ancora vivo il  ricordo  di Bachelet e attuale il suo metodo, basato sulla capacità di fare comunione e mettere insieme pezzi di vita.
Altri importanti testimoni del vangelo in magistratura sono stati Rosario Livatino e Guido Galli, entrambi oggi in via di beatificazione ed entrambi uccisi solo perché svolgevano bene il proprio lavoro.
Vivere il vangelo nel mondo della giustizia non implica grandi lotte, grandi gesti, ma spesso solo la testimonianza frutto del quotidiano, la capacità di lavorare intensamente, ascoltare e soprattutto non considerarsi migliori degli altri, sia dei colleghi, sia di chi si va a giudicare. È importante imparare a lavorare insieme agli altri, unendo le persone.

Provocatoriamente, Rossi ha fatto notare che il primo entrato in Paradiso non è stato un giudice, ma il buon ladrone, salvato perché ha riconosciuto l'importanza di Gesù.
Poi ha citato una frase del Siracide (Sir 7,6 ) posta su un muro della Corte d'Appello di Bari che dice "Non cercare di divenire giudice perché la forza del potente non ti faccia arretrare [...]" per evidenziare quanto il ruolo del giudice serva come limite ai potenti e servizio ai più deboli.
Il giudice non deve temere il potente e il coraggio è l'unico modo per lavorare bene, senza farsi influenzare dall'esterno.
In questo modo diventa testimone, non per le proprie capacità, ma per una scelta di vita.

Ognuno di noi ha bisogno id fare scelte di coraggio, contro il menefreghismo attuale, in favore dei nuovi poveri che oggi sono spesso i ragazzi che si affacciano sul mondo del lavoro.
Il Vangelo ci chiede di fare bene il nostro lavoro, semplicemente, come servizio ai più poveri, senza credersi migliori degli altri o voler imporre le proprie idee.
È seguito un ricco momento di dibattito.

incontro Santa Lucia 03


Filippo De Bellis ha chiesto se essere magistrato, dover dare un giudizio induce in tentazione, porta al rischio di contiguità al potere.

Antonio Notarnicola
nota come oggi la giustizia sia molto di attualità. Spesso si chiede che sia fatta giustizia, ma poi non si è mai contenti delle sentenze. Come mai tanti sono insoddisfatti ? La giustizia umana va d'accordo con quella divina?


Non esiste una soluzione giusta in base al vangelo o alle relazioni umane, è una questione di applicazione della legge. Non c'è un valore assoluto valido per tutti, comunque ci sarà qualcuno insoddisfatto: il condannato, la vittima o i loro parenti.
La giustizia divina va al di là delle nostre leggi.
Il giudice non deve essere amato, cercare il consenso, ma cercare di applicare le leggi e rispettarle, correndo il rischio di sbagliare.
Ha citato come esempio un caso concreto di un errore giudiziario, in cui il vero colpevole non era quello che si credeva, nonostante le prove e una confessione di colpevolezza. In questi casi a volte solo l'abilità del giudice riesce a comprendere la verità dei fatti.

Il giudice ha il dovere come laico di accertare la verità e individuare il colpevole, come cristiano di usare misericordia che non vuol dire astenersi dal condannare o infliggere pene, ma piuttosto evitare ogni disprezzo morale e comprendere il pentimento.
Nella realtà non c'è una distinzione netta tra buoni e cattivi. La più grossa tentazione del magistrato è dire chi è colpevole o innocente, pensare di poter decidere su tutto (credersi Dio), essere autoreferenziale.
Ricordando in suo periodo di lavoro al CSM, ha messo in evidenza la difficoltà a dover decidere chi ha ragione e chi ha torto, di dover infliggere provvedimenti disciplinari e sanzioni ai colleghi. Il magistrato in genere non gradisce di essere sottoposto a giudizio e a volte solo trovandosi dall'altra parte comprende la difficoltà di chi viene giudicato.
C'è sempre la tentazione del delirio di onnipotenza, tipico di tutti i luoghi e ruoli di potere (medici, magistrati, politici, etc).
Per fortuna alla fine dei 4 anni al CSM si torna al proprio posto e altri giudicheranno il tuo operato; in questo modo si evita di affezionarsi al potere. Ognuno di noi gestisce un pizzico di potere. Per non farsi travolgere dalla logica del potere occorre esercitarlo quasi come un fastidio, come se si fosse costretti a farlo, ma comunque sempre bene.

Vito Giannelli ha chiesto come ci si rapporta con la paura di sbagliare, con il conflitto interno di chi deve giudicare, spesso in base a pochi elementi.

Il magistrato deve accettare il fatto di poter sbagliare e correre il rischio di fare del male a una persona. Ma c'è un sistema che in parte permette di riparare; la valutazione di un fatto da parte di più persone permette maggiore obiettività. Occorre migliorarsi professionalmente per evitare di sbagliare molto.

Gianni Fraccalvieri, riallaciandosi all'affermazione che le grandi esperienze sono quelle del quotidiano, ha chiesto se abbiamo ormai smarrito la capacità di opporci alle piccole ingiustizie, al non rispetto delle regole. Se abbiamo paurta di comprometterci ed essere annunciatori di verità.

Un altro intervento  chiedeva se vista dai palazzi del potere, c'è ancora la speranza di un mondo migliore.
Potremo stare meglio? Non possiamo tornare indietro, ma c'è una speranza che il paese e i cittadini possano crescere in positivo, anche come cittadini.

Don Marino, paragonando il ruolo del giudice a quello del confessore, ha notato la difficoltà a volte a dare un giudizio in poco tempo, senza la necessaria preparazione. Le liturgie o le catechesi possono essere preparate, migliorate con lo studio; la confessione dipende dal soggetto che si accosta al sacramento, dal rapporto che si crea con il confessore, tutti elementi che variano in modo imprevedibile.

Filippo Gisotti ha ribadito che amare Gesù è la condizione necessaria, rifacendosi al testo diocesano su Nicodemo che ascolta il Signore e si apre alla speranza, opuscolo che ha consigliato a tutti i presenti.


Don Giuseppe
Di Corrado ha chiesto se la giustizia ha un contenuto di affetto, di amore quando viene applicata. Spesso anche i cattolici non si comportano in maniera evangelica e la gente vive la sfiducia verso l'attuazione della legge, che non aiuta i poveri. Resta solo un desiderio di giustizia.

Nicola Romanelli
ha ribadito che i cristiani non possono avere un atteggiamento passivo e tristezza nei discorsi. "Non ce lo possiamo permettere"  ha concluso citando il brano di Caparezza perché abbiamo altro dentro, la speranza che ci viene da Dio.

Anche Michele Gaudiomonte ha sottolineato la necessità di riscoprire la speranza nel domani e nell'amore dell'uomo, nonostante il nostro sistema di giustizia si basi spesso su grandi ingiustizie e disparità di trattamento. Occorre credere nella novità dei legami e dell'amore profondo.

Antonio Colagrande rappresentante del Consiglio Diocesano Adulti
, dopo aver salutato l'assemblea a nome del Consiglio e elogiato il percorso interparrochiale in corso, è tornato sulla figura di Vittorio Bachelet, martire della fede che ha riportato al centro dell'AC (e della chiesa) l'importanza della scelta religiosa, in un periodo difficile di contrasto/competizione con i nascenti nuovi movimenti ecclesiali e rischio di asservimento ai partiti politici.


Il giudice Roberto Rossi ha concluso l'incontro prendendo atto della situazione drammatica per la giustizia, l'economia e la chiesa, ma ribadendo che la gente ci chiede speranza, la capacità di guardare al futuro anche attraverso i piccoli gesti concreti, come spesso fa oggi papa Francesco.
Ha ricordato che  piccoli gesti sono di una forza inaudita e che un buon giudice deve applicare la legge, senza sconti o accanimenti, ma sempre senza giudicare le persone.
All'incontro è intervenuta anche la vice presidente diocesana adulti Maria Campanile.

incontro Santa Lucia 04



mercoledì 24 dicembre 2014

Bollettino parrocchiale Natale 2014


Informiamo la comunità parrocchiale che è disponibile online il nuovo numero del nostro bollettino parrocchiale Voce... della comunità, liberamente scaricabile dal seguente indirizzo:
Dallo stesso indirizzo possono essere prelevati anche tutti i numeri usciti finora, semplicemente cliccando sul link corrispondente.
Il file verrà scaricato in formato PDF zippato.

 Voce... - Dicembre 2014

In questo numero

  •     L'angolo di Don Giuseppe: Un Natale da veri cristiani
  •     Il nostro "percorso" di Natale
  •     Il Presepe negato
  •     Riflessioni su anno della carità e famiglia
  •     Ricordando Caterina
  •     La prima confessione
  •     Rinascere all'amore
  •     Le osservazioni del difensore del vincolo