giovedì 18 giugno 2015

Lectio Divina - ultimo incontro AC interparrrocchiale

Condivido, con un po' di ritardo, il resoconto dell'ultimo appuntamento del percorso adulti 2015 organizzato dall'Azione Cattolica interparrocchiale.

Lunedì 8 giugno 2015 nella suggestiva e raccolta cappella di santa Maria Bambina all'interno della parrocchia di Santa Maria Maggiore di Gioia si è svolta la Lectio Divina sul brano "Gesù cammina sul lago" (Mc 6,45-52) guidata dal parroco don Tonino Posa.
Dopo un breve riepilogo del cammino interparrocchiale si è deciso di rinviare il previsto confronto sul percorso svolto finora e di vedersi al più presto per programmare le iniziative per il prossimo anno già alla ripresa dalle vacanze estive.

La parola è poi passata a don Tonino che ci ha ricordato che il centro della nostra vita cristiana è l'incontro con il Signore nell'Eucarestia, incontro con Dio nella Fede che non deve avvenire solo per abitudine o come un ricordo di eventi passati.
Dio ci attende pazientemente e ci incontra qui e ora, nella nostra vita, è contemporaneo a me.
Don Tonino ci ha ricordato che la Lectio Divina  non è un esercizio intellettuale, ma pratica del silenzio, uscire dai propri schemi per aprirsi a Dio, un'esperienza che possiamo riassumere nei quattro gradini della Lectio Divina suggeriti dal monaco Guigo II il Certosino : Lectio, Meditatio, Oratio, Contemplatio.

Lettura lenta della Parola. Senza fretta, cercando di scandire e comprendere ogni parola.
Dobbiamo ascoltare più che parlare, riposare nelle Parola di Dio che ci trasforma dal di dentro.

Per aiutarci nella comprensione del brano biblico don Tonino ne ha evidenziato alcune fasi significative:
  1. Gesù congeda la folla e si ritira in preghiera
  2. Manda i discepoli sulla barca perchè ha bisogno di pregare, di stare da solo con il Padre
  3. Gli apostoli sono affaticati e spaventati dalla tempesta
  4. Gesù si avvicina camminando sulle onde. Nei discepoli meraviglia e paura. Lo credono un fantasma
  5. "Sono io. Non abbiate paura". Gesù si fa riconoscere e placa la tempesta
  6. I discepoli hanno il cuore indurito e non comprendono i segni compiuti da Gesù.

Anche noi tendiamo sempre a far prevalere l'IO, la nostra opinione, senza permettere neanche a Dio di metterla in discussione.
Non ho tempo! è la nostra scusa ricorrente. Non abbiamo mai tempo per niente, impegnati in mille cose superflue.
Ma in base a quali criteri stabiliamo cosa sia davvero importante?

L'altra riva
Contro il pregiudizio, il pensare di conoscere già tutto. Il pregiudizio ci paralizza e non ci fa andare verso l'altra riva.

La solitudine
Noi con Dio. Il signore ci guarda affaticati e viene verso di noi. Non ci dobbiamo mai sentire soli. Dio non aspetta che andiamo da lui, ma viene per primo verso di noi.
Dio va avanti e ci chiede di andare dietro a lui che prende la croce per primo, dandoci l'esempio.
La paura
Quando lo vediamo pensiamo che siano i nostri pensieri, le nostre fantasie, non siamo attenti all'altro.
Gridiamo per farci ascoltare, per imporre pesi agli altri. Chi urla non ha mai ragione.
Erano sconvolti per il modo con cui il Signore ci provoca, in maniera inaspettata.

La speranza
Gesù sale sulla barca con loro, non ci abbandona nelle tempeste della vita, è sempre con noi
Coraggio sono io. Non temere. -  rassicura i discepoli (e tutti noi).
Non dobbiamo mai lasciarci prendere dallo sconforto. Invito a sperare di fronte a qualunque ostacolo perchè Dio non ci lascia mai soli

Le altre fasi della Lectio Divina sono soprattutto dedicate alla riflessione personale, a ciò che la Parola accende nel nostro cuore. Ne farò solo qualche breve cenno tratto dal http://it.cathopedia.org/wiki/Lectio_Divina di Cathopedia

Meditatio

La meditatio è un'operazione dell'intelligenza, che procede all'investigazione e allo studio di una verità nascosta, con l'aiuto della ragione. Consiste nella ricerca, fatta con cura, che scava e mette in luce il significato profondo. È una riflessione illuminata dallo Spirito, che raccoglie le verità divine seminate nella Parola.

Oratio

L'oratio è la preghiera che sgorga dalla lettura e dalla meditazione della Parola.
Nella oratio l'orante esprime lo slancio dei desideri del cuore.

È il gradino di coloro che vogliono elevarsi con tutte le forze verso il Signore; è la preghiera che chiede il desiderato tesoro della contemplazione.

Contemplatio

La contemplatio è la preghiera di contemplazione: il cuore si ferma dinanzi al mistero nel quale è entrato.

Tale contemplazione supera tutto il sentimento e il sapere. È il gradino dei beati, è l'elevazione a Dio dell'anima che, attirata al disopra di se stessa, gusta le gioie della dolcezza divina.


In conclusione dell'incontro don Tonino ci ha lasciato anche un impegno concreto:
Andare a trovasre una persona che ha bisogno di coraggio. Essere un segno di presenza anche senza parole.
Basta un abbraccio, un sorriso.

mercoledì 10 giugno 2015

Il poeta di Dio Don Tonino Bello



Giovedì 4 giugno 2015 presso la libreria La Librellula si è svolta la presentazione del libro "Il poeta di Dio" di Lino De Venuto, noto attore, regista e drammaturgo barese, tratto dall'omonimo spettacolo già portato in scena in una trentina di paesi.
L'autore ha voluto raccontare la storia di don Tonino da un punto di vista laico, dando voce ai tanti uomini e donne che in questi anni si sono avvicinati a lui, hanno amato le sue parole e i suoi gesti, pur non appartenendo alla chiesa, spesso poco attenta a comprendere i suoi gesti profetici.
Dopo una bella digressione sul significato del titolo e sulle ragioni per cui si può definire don Tonino poeta di Dio, e non solo per i suoi scritti lirici, l'autore ha rievocato alcune vicende del cammino di don Tonino.
Il suo arrivo a Molfetta, un po' ignorato agli inizi, poi guardato con sospetto per le parole e gli atteggiamenti un po' fuori dagli schemi, attenti ad alleviare le sofferenze dei poveri piuttosto che a ingraziarsi i favori dei potenti.
La solidarietà con gli operai cassintegrati in sciopero, l'attenzione e il rapporto personale e unico che sapeva creare con tutte le persone che incontrava, i giri notturni in macchina per raccogliere la gente di strada e rifocillarla nel suo episcopio, l'affetto della gente comune e di tanti emarginati dalla chiesa e dal mondo che hanno riconosciuto in lui soprattutto un amico, l'impegno per la pace.
Una persona in cui parole e azioni andavano sempre di pari passo, che non solo esaltava la "chiesa del grembiule" come scelta verso i poveri, ma sapeva anche mettersi concretamente al servizio degli ultimi.

Il libro non vuole essere una biografia e ancor meno un'agiografia di don Tonino, ma piuttosto aiutare a fissare su carta quello che l'autore Lino De Venuto ha voluto rappresentare nel suo spettacolo teatrale , scandendo le tappe della vita di don Tonino attraverso una serie di incontri con personaggi emblematici delle tante povertà del mondo: la prostituta, il marocchino, il curdo, etc.
Per sottolineare questa intima unione tra le due opere le parole dell'autore sono state intervallate, anzi completate da alcuni interventi tratti dallo spettacolo e interpretati magistralmente dagli attori Francesca Matinelli, Simone Bracci e Giuseppe Trotta e dalla danzatrice Ada Triggianese.
Mi sembra giusto sottolineare oltre la bravura, la grande professionalità di questi artisti che nonostante lo scarso pubblico, hanno offerto una esibizione dal vivo di alto livello,  senza risparmiarsi, non facendoci mai sentire spettatori di serie b o mostrare scoraggiamento per le sedie vuote.
In conclusione l'autore, intrattenendosi gentilmente con gli spettatori presenti, ha espresso il desiderio di poter presto portare lo spettacolo anche nel nostro paese.

Spero che qualcuno "di buona volontà" possa cogliere questo invito, contattando Lino de Venuto sul suo sito web o via email  per prendere gli accordi necessari e portare a Gioia questo omaggio a don Tonino e dimostrargli il nostro affetto.

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Per gli assenti riporto la scheda del libro e  la registrazione di un incontro su Il Poeta di Dio tenutosi qualche settimana fa ad Adelfia.

domenica 7 giugno 2015

Intitolazione Largo don Vito Marotta

Intitolazione Largo don Vito Marotta

Parrocchia S. Maria di Costantinopoli
Comune di Bitritto

Intitolazione Largo don Vito Marotta
Lunedì 15 giugno 2015

Programma:
  • Ore 19.00: Celebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Francesco Cacucci, Arcivescovo di Bari-Bitonto
  • Ore 20.00: Intervento istituzionale
- Giuseppe Giulitto, Sindaco di Bitritto;
- Francesco Valente, Presidente Consiglio Comunale di Bitritto
  • Ore 20.10: Benedizione targa
  • Ore 21.00: Incontro-dibattito "Il nuovo umanesimo di Papa Francesco" guidato da Mons. Domenico Pompili, vescovo eletto di Rieti, già direttore nazione Ufficio Comunicazioni Sociali e sottosegretario CEI
Azioni sul documento
 
Fonte : http://www.arcidiocesibaribitonto.it/news/intitolazione-largo-don-vito-marotta

Intitolazione Largo don Vito Marotta

Intitolazione Largo don Vito Marotta

Parrocchia S. Maria di Costantinopoli
Comune di Bitritto

Intitolazione Largo don Vito Marotta
Lunedì 15 giugno 2015

Programma:
  • Ore 19.00: Celebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Francesco Cacucci, Arcivescovo di Bari-Bitonto
  • Ore 20.00: Intervento istituzionale
- Giuseppe Giulitto, Sindaco di Bitritto;
- Francesco Valente, Presidente Consiglio Comunale di Bitritto
  • Ore 20.10: Benedizione targa
  • Ore 21.00: Incontro-dibattito "Il nuovo umanesimo di Papa Francesco" guidato da Mons. Domenico Pompili, vescovo eletto di Rieti, già direttore nazione Ufficio Comunicazioni Sociali e sottosegretario CEI
Azioni sul documento
 
Fonte : http://www.arcidiocesibaribitonto.it/news/intitolazione-largo-don-vito-marotta

mercoledì 3 giugno 2015

festa sant'Antonio - 13 giugno 2015

Confraternita del Purgatorio

Parrocchia Santa Lucia

Chiesa di San Francesco


 festeggiamenti in onore di

 Sant'Antonio da Padova


 Programma Liturgico

Dal 31 maggio al 12 giugno
Tredicina in onore di sant'Antonio (animata dalle Confraternite di Gioia)
  • ore 18.15 - Recita del Santo Rosario
  • ore 19.00 - Santa Messa

Domenica 31 maggio
solennità della Trinità
  • ore 8.00 - Recita del Santo Rosario
  • ore 8.30 - Santa Messa
  • ore 18.15 - Recita del Santo Rosario
  • ore 19.00 - Liturgia della Parola e Benedizione Eucaristica

Domenica 31 maggio
solennità del Corpus Domini
  • ore 8.00 - Recita del Santo Rosario
  • ore 8.30 - Santa Messa solenne
  • ore 19.00 - Processione del Corpus Domini dalla Chiesa Madre
Mercoledì 10 giugno - Inizio del Triduo solenne (Giornata della Carità)
  • ore 19.00 - Santa Messa animata dalla Caritas Parrocchiale di Santa Lucia
Venerdì 12 giugno (Giornata del Ringraziamento)
  • ore 19.00 - Santa Messa solenne e canto del TE DEUM

Sabato 13 giugno - Festa di Sant'Antonio da Padova
SS. Messe ore 6.00 - 7.30 - 9.00 - 10.30 - 12.00 -18.00
  • ore 10.30 Santa Messa solenne presieduta dal Padre Spirituale don Giuseppe Di Corrado
  • ore 12.00 Santa Messa con vestizione e affidamento dei bambini a Sant'Antonio
  • ore 19.00 Processione di Sant'Antonio
Il pane sarà benedetto a tutte le Messe.

Programma Civile

 13 giugno
  • ore   8.00 - diana di fuochi (offerta dal sig. Claudio Milano)
  • ore 22.30 - spettacolo pirotecnico a cura della ditta Fireworks di Martino De Carlo
Presterà servizio il Premiato Concerto Bandistico "Paolo Falcicchio" - Città di Gioia del Colle
Artistica illuminazione della premiata ditta Faniuolo di Putignano

venerdì 24 aprile 2015

Mettiamoci in gioco, 5 tappa AC interparrocchiale


foto margherita Taddeo


Si è tenuto martedì 21 aprile alle ore 19.00  presso il teatro della parroccchia Immacolata l'incontro "Mettiamoci in gioco", riflessioni sulle conseguenze del gioco d'azzardo, quinta tappa del percorso organizzato dall'AC interparrocchiale di Gioia in collaborazione con Libera (presidio Donato Boscia).
Ospite della serata la dott.sa Margherita Taddeo, psicologa psicoterapeuta, portavoce regionale della campagna nazionale  "Mettiamoci in gioco" della FeDerSerD , impegnata dal 1992 nel settore delle dipendenze e dal 2004 nella dipendenza da gioco d'azzardo presso il Ser.D. di Taranto.

Il moderatore Filippo De Bellis ha introdotto brevemente l'iniziativa, nata per regolamentare il gioco d'azzardo e limitarne la pubblicità.
Il gioco è apparentemente oggi per lo stato una fonte notevole di guadagno, un fenomeno in crescita disponibile vicino casa, in qualsiasi tabaccheria, non più relegato in pochi casinò specializzati come un tempo. Dobbiamo considerare però anche i tanti soldi che devono essere spesi per arginare le conseguenze negative del GAP (Gioco d'Azzardo Patologico), un fenomeno che crea dipendenza come una droga, classificato come una vera malattia, anche se al momento ancora escluso dai LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).

La dott.sa Taddeo ha sottolineato l'impegno della Federserd, che da poco opera anche in Puglia, contro l'incontrastato proliferare di occasioni di gioco che solo nel 2013 hanno portato a 6800 pazienti in trattamento.
Difficile avere dati ufficiali sul fenomeno: si stima che il 42% degli italiani abbia giocato almento una volta nel corso dell'anno e che ci siano nel nostro paese circa 1 milione di giocatori patologici.
Un fatturato nel nostro paese di 84727 milioni di euro nel 2013 e 84485 nel 2014, dati che ci collocano al 4° posto nel mondo per la spesa dedicata al gioco e addirittura al 2° se si considera il gioco pro capite in base al numero di abitanti. Cifre enormi, soprattutto in un periodo di crisi in cui chiudono molti negozi e invece aprono continuamente locali da gioco.

In persone predisposte sottoposte a continui stimoli di gioco il normale gioco ricreativo volontario può trasformarsi in patologia, creando una vera e propria dipendenza che, a differenza delle dipendenze classiche non coinvolge solo l'individuo, ma tutto il nucleo familiare, con conseguenze molto gravi.
I sintomi sono simili alla dipendenza da sostanze con fenomeni fisici e psichici di astinenza e un alto rischio di suicidio. Si può prevenire, ma solo se viene fatta una diagnosi precoce.
La dipendenza deriva da una serie di fattori individuali (ricerca sensazioni forti, scarso controllo impulsi) e/o ambientali (famiglia problematica o in cui si gioca regolarmente).
I più pericolosi sono i giochi veloci (slot, lotto 10) che creano dipendenza perchè danno un risultato immediato a differenza dei vecchi giochi in cui c'era un rituale d'attesa che dava un maggiore tempo per rendersi conto delle proprie azioni.
Il gioco viene di solito classificato secondo tre stadi di gravità crescente:
  • gioco ricreativo
  • gioco d'azzardo problematico
  • gioco d'azzardo patologico.
momento del dibattito
Il gioco inizialmente consente un aumento dell'autostima e l'allontanamento dai problemi personali, ma poi subentra una perdita di lucidità, l'illusione di poter tenere il fenomeno sotto controllo. Si entra così nel gioco problematico che porta all'aumento del tempo dedicato al gioco e delle cifre giocate e conseguenze negative come indebitamento, menzogne, aggressività, picoli furti domestici, debiti. Nei casi più gravi si può arrivare fino al suicidio.
Il GAP coinvolge tutta la famiglia che subisce le conseguenze dell'indebitamento e della continua richiesta di soldi, dei repentini cambi di umore e di comportamento, degli scatti d'ira improvvisi e della scarsa responsabilità, ritrovandosi infine con una ridotta disponibilità economica.
Una situazione negativa che si riflette sulla vita dei figli che tendono a isolarsi.
Possiamo individuare alcuni fattori di rischio
  • fattori individuali (età precoce, ansia e disturbi dell'umore, bassa autostima, predisposizione genetica, uso di alcool o stupefacenti)
  • fattori familiari (separazione e divorzio, lutto, pensionamento o cambi improvvisi di stile di vita, mancanza di interessi e valori).

come anche alcuni fattori protettivi (responsabilità, autostima, capacità di risolvere i problemi o problem solving, stabilità emotiva, supporto da parte dei genitori e della famiglia).

Il gioco è uno specchio dell'attuale crisi di valori culturali e comporta una perdita del senso del denaro, della percezione del suo reale valore.
In Italia ancora non è regolamentato e il GAP non viene considerato una dipendenza e spesso non viene affrontato  per mancanza di finanziamenti.
Per prevenire i disturbi derivanti dal Gioco d'Azzardo Patologico sono fondamentali i rapporti umani e le relazioni (famiglia, scuola, comunità).

La campagna di Mettiamoci in gioco" riunisce 30 associazioni aderenti e vari coordinamenti regionali che cercano di sensibilizzare sui rischi derivanti dal gioco d'azzardo e propongono di porre un freno alle liberalizzazioni nel settore, di vietare la pubblicità del gioco e di inserire il GAP nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza ).

Nel corso del successivo dibattito sono emersi subito due interrogativi:
  • Come regolamentare il gioco?
  • Come si cura la dipendenza da gioco?

momento dell'incontroDi certo è irreale pensare di eliminare il gioco d'azzardo perché esiste anche quello illegale, spesso gestito dalla criminalità organizzata, su cui non abbiamo alcun dato ufficiale e il fenomeno emergente del gioco online, spesso non regolamentabile perché basato ufficialmente in paesi stranieri.
Non ci sono regole precise per l'apertura dei locali da gioco; la pianificazione è delegata solo alla buona volontà dei sindaci.

La dipendenza dal gioco è spesso conseguenza di altre disfunzioni per cui nella cura bisogna tener conto dell'aspetto psicologico, educativo e sociale.
Scarso l'uso dei farmaci per combattere questa patologia.

Nicola R. intervenuto a nome del presidio Libera Gioia, ha sottolineato che l'impegno di Libera è rivolto soprattutto contro il gioco ilegale, dietro cui ci sono le grandi famiglie della criminalità organizzata che usano il gioco come lavanderia per riciclare i proventi illeciti.
Ha suggerito di approfondire il tema leggendo il dossier Azzardopoli , scaricabile dal sito di Libera e invitato le associazioni locali ad affrontare questi temi nelle scuole e a  presentare una proposta comune alla nuova amministrazione comunale per regolamentare l'installazione di slot machine e altri tipi di gioco.

Filippo D.B ha precisato che, in assenza di una legge nazionale, il sindaco non può limitare la pubblicità o la presenza di locali di gioco o centri scommesse senza l'appoggio di una campagna d'informazione e di una rete di associazioni e cittadini.
Per installare le slot è necessaria un'autorizzazione del Comune, ma non serve se vengono poste in un'attività commerciale già esistente. Anche il limite previsto di porre questi locali a 300 metri da suole e luoghi di culto viene facilmente aggirato, essendo delegata la vigilanza solo alla buona volontà del comune.

La campagna  "Mettiamoci in gioco" punta su slogan e una informazione semplice per sottolineare che , in base al calcolo delle probabilità, giocando "si perde sempre" e che nel gioco d'azzardo la vincita non dipende dalal bravura del giocatore, ma solo dal caso.








Mettiamoci in gioco, 5 tappa AC interparrocchiale


foto margherita Taddeo


Si è tenuto martedì 21 aprile alle ore 19.00  presso il teatro della parroccchia Immacolata l'incontro "Mettiamoci in gioco", riflessioni sulle conseguenze del gioco d'azzardo, quinta tappa del percorso organizzato dall'AC interparrocchiale di Gioia in collaborazione con Libera (presidio Donato Boscia).
Ospite della serata la dott.sa Margherita Taddeo, psicologa psicoterapeuta, portavoce regionale della campagna nazionale  "Mettiamoci in gioco" della FeDerSerD , impegnata dal 1992 nel settore delle dipendenze e dal 2004 nella dipendenza da gioco d'azzardo presso il Ser.D. di Taranto.

Il moderatore Filippo De Bellis ha introdotto brevemente l'iniziativa, nata per regolamentare il gioco d'azzardo e limitarne la pubblicità.
Il gioco è apparentemente oggi per lo stato una fonte notevole di guadagno, un fenomeno in crescita disponibile vicino casa, in qualsiasi tabaccheria, non più relegato in pochi casinò specializzati come un tempo. Dobbiamo considerare però anche i tanti soldi che devono essere spesi per arginare le conseguenze negative del GAP (Gioco d'Azzardo Patologico), un fenomeno che crea dipendenza come una droga, classificato come una vera malattia, anche se al momento ancora escluso dai LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).

La dott.sa Taddeo ha sottolineato l'impegno della Federserd, che da poco opera anche in Puglia, contro l'incontrastato proliferare di occasioni di gioco che solo nel 2013 hanno portato a 6800 pazienti in trattamento.
Difficile avere dati ufficiali sul fenomeno: si stima che il 42% degli italiani abbia giocato almento una volta nel corso dell'anno e che ci siano nel nostro paese circa 1 milione di giocatori patologici.
Un fatturato nel nostro paese di 84727 milioni di euro nel 2013 e 84485 nel 2014, dati che ci collocano al 4° posto nel mondo per la spesa dedicata al gioco e addirittura al 2° se si considera il gioco pro capite in base al numero di abitanti. Cifre enormi, soprattutto in un periodo di crisi in cui chiudono molti negozi e invece aprono continuamente locali da gioco.

In persone predisposte sottoposte a continui stimoli di gioco il normale gioco ricreativo volontario può trasformarsi in patologia, creando una vera e propria dipendenza che, a differenza delle dipendenze classiche non coinvolge solo l'individuo, ma tutto il nucleo familiare, con conseguenze molto gravi.
I sintomi sono simili alla dipendenza da sostanze con fenomeni fisici e psichici di astinenza e un alto rischio di suicidio. Si può prevenire, ma solo se viene fatta una diagnosi precoce.
La dipendenza deriva da una serie di fattori individuali (ricerca sensazioni forti, scarso controllo impulsi) e/o ambientali (famiglia problematica o in cui si gioca regolarmente).
I più pericolosi sono i giochi veloci (slot, lotto 10) che creano dipendenza perchè danno un risultato immediato a differenza dei vecchi giochi in cui c'era un rituale d'attesa che dava un maggiore tempo per rendersi conto delle proprie azioni.
Il gioco viene di solito classificato secondo tre stadi di gravità crescente:
  • gioco ricreativo
  • gioco d'azzardo problematico
  • gioco d'azzardo patologico.
momento del dibattito
Il gioco inizialmente consente un aumento dell'autostima e l'allontanamento dai problemi personali, ma poi subentra una perdita di lucidità, l'illusione di poter tenere il fenomeno sotto controllo. Si entra così nel gioco problematico che porta all'aumento del tempo dedicato al gioco e delle cifre giocate e conseguenze negative come indebitamento, menzogne, aggressività, picoli furti domestici, debiti. Nei casi più gravi si può arrivare fino al suicidio.
Il GAP coinvolge tutta la famiglia che subisce le conseguenze dell'indebitamento e della continua richiesta di soldi, dei repentini cambi di umore e di comportamento, degli scatti d'ira improvvisi e della scarsa responsabilità, ritrovandosi infine con una ridotta disponibilità economica.
Una situazione negativa che si riflette sulla vita dei figli che tendono a isolarsi.
Possiamo individuare alcuni fattori di rischio
  • fattori individuali (età precoce, ansia e disturbi dell'umore, bassa autostima, predisposizione genetica, uso di alcool o stupefacenti)
  • fattori familiari (separazione e divorzio, lutto, pensionamento o cambi improvvisi di stile di vita, mancanza di interessi e valori).

come anche alcuni fattori protettivi (responsabilità, autostima, capacità di risolvere i problemi o problem solving, stabilità emotiva, supporto da parte dei genitori e della famiglia).

Il gioco è uno specchio dell'attuale crisi di valori culturali e comporta una perdita del senso del denaro, della percezione del suo reale valore.
In Italia ancora non è regolamentato e il GAP non viene considerato una dipendenza e spesso non viene affrontato  per mancanza di finanziamenti.
Per prevenire i disturbi derivanti dal Gioco d'Azzardo Patologico sono fondamentali i rapporti umani e le relazioni (famiglia, scuola, comunità).

La campagna di Mettiamoci in gioco" riunisce 30 associazioni aderenti e vari coordinamenti regionali che cercano di sensibilizzare sui rischi derivanti dal gioco d'azzardo e propongono di porre un freno alle liberalizzazioni nel settore, di vietare la pubblicità del gioco e di inserire il GAP nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza ).

Nel corso del successivo dibattito sono emersi subito due interrogativi:
  • Come regolamentare il gioco?
  • Come si cura la dipendenza da gioco?

momento dell'incontroDi certo è irreale pensare di eliminare il gioco d'azzardo perché esiste anche quello illegale, spesso gestito dalla criminalità organizzata, su cui non abbiamo alcun dato ufficiale e il fenomeno emergente del gioco online, spesso non regolamentabile perché basato ufficialmente in paesi stranieri.
Non ci sono regole precise per l'apertura dei locali da gioco; la pianificazione è delegata solo alla buona volontà dei sindaci.

La dipendenza dal gioco è spesso conseguenza di altre disfunzioni per cui nella cura bisogna tener conto dell'aspetto psicologico, educativo e sociale.
Scarso l'uso dei farmaci per combattere questa patologia.

Nicola R. intervenuto a nome del presidio Libera Gioia, ha sottolineato che l'impegno di Libera è rivolto soprattutto contro il gioco ilegale, dietro cui ci sono le grandi famiglie della criminalità organizzata che usano il gioco come lavanderia per riciclare i proventi illeciti.
Ha suggerito di approfondire il tema leggendo il dossier Azzardopoli , scaricabile dal sito di Libera e invitato le associazioni locali ad affrontare questi temi nelle scuole e a  presentare una proposta comune alla nuova amministrazione comunale per regolamentare l'installazione di slot machine e altri tipi di gioco.

Filippo D.B ha precisato che, in assenza di una legge nazionale, il sindaco non può limitare la pubblicità o la presenza di locali di gioco o centri scommesse senza l'appoggio di una campagna d'informazione e di una rete di associazioni e cittadini.
Per installare le slot è necessaria un'autorizzazione del Comune, ma non serve se vengono poste in un'attività commerciale già esistente. Anche il limite previsto di porre questi locali a 300 metri da suole e luoghi di culto viene facilmente aggirato, essendo delegata la vigilanza solo alla buona volontà del comune.

La campagna  "Mettiamoci in gioco" punta su slogan e una informazione semplice per sottolineare che , in base al calcolo delle probabilità, giocando "si perde sempre" e che nel gioco d'azzardo la vincita non dipende dalal bravura del giocatore, ma solo dal caso.