- ore 16.00 - Ritiro Spirituale
- Durante il ritiro sarà possibile confessarsi.
- ore 18.30 - Santa Messa
- Dopo la Santa Messa inizierà la notte di Veglia e di Preghiera che si concluderà domani mattina.
- La chiesa rimarrà aperta tutta la notte.
venerdì 28 marzo 2014
Giornata della Penitenza e del Perdono
Venerdì 28 marzo 2014 a partire dalle ore 16.00 presso la Parrocchia di Santa Lucia ci sarà un Ritiro Spirituale per la Giornata della Penitenza e del Perdono promossa da Papa Francesco nello spirito quaresimale
giovedì 27 marzo 2014
In vista del Triduo Pasquale 2014
Vi ricordo gli appuntamenti parrocchiali dal 26 marzo al 17-18-19 aprile 2014 (Triduo Pasquale)
- Mercoledì 26 marzo ore 19.15 - Catechesi parrocchiale sulla Parola
- Venerdì 28 marzo ore 16.00 - Ritiro spirituale - Confessioni e Santa Messa
- Domenica 30 marzo - Inizio ORA LEGALE - da oggi la messa vespertina sarà alle ore 19.00
- Mercoledì 2 aprile ore 19.45 - Catechesi sulla Parola
- Venerdì 4 aprile
- ore 18.30 - Santa Messa
- ore 19.30 - Via Crucis itinerante
TRIDUO PASQUALE
- Giovedì 17 aprile
- al mattino - S. Messa del Crisma in Cattedrale a Bari
- ore 18.00 - Santa Messa in Coena Domini
- Venerdì 18 aprile
- ore 9.00 - Ufficio delle Letture
- ore 16.30 - Passione del Signore e Adorazione della Croce
- Sabato 19 aprile
- ore 9.00 - Ufficio delle Letture
- ore 16.30/19.30 - Confessioni
- ore 22.30 - Veglia Pasquale
triduo Pasquale 2014
TRIDUO PASQUALE
- Giovedì 17 aprile
- al mattino - S. Messa del Crisma in Cattedrale a Bari
- ore 18.00 - Santa Messa in Coena Domini
- Venerdì 18 aprile
- ore 9.00 - Ufficio delle Letture
- ore 16.30 - Passione del Signore e Adorazione della Croce
- Sabato 19 aprile
- ore 9.00 - Ufficio delle Letture
- ore 16.30/19.00 - Confessioni
- ore 22.30 - Veglia Pasquale
lunedì 17 marzo 2014
giovedì 13 marzo 2014
Adulti AC - Quinta tappa percorso
Mercoledì 12 marzo 2014 si è svolto nel cine-teatro Sacro Cuore il
quinto incontro del percorso interparrocchiale di Azione Cattolica
dedicato alla giustizia.
Tema della serata "Giustizia e legalità" affrontato con l'aiuto di don Filippo Ferlita, cappellano militare del 36 Stormo e don Mario Natalini, parroco del Sacro Cuore.
Era prevista anche la presenza del giornalista RAI Enzo Quarto, direttore della scuola di comunicazioni sociali "don Vito Marotta", trattenuto in extremis da impegni di lavoro.
La prima parte della serata è stata dedicata alla visione del film "La città ideale" di Luigi Lo Cascio .
Protagonista del film l'architetto siciliano Michele Grassadonia, fervente ecologista, trasferitosi a Siena per promuovere un progetto di risparmio energetico che mira alla costruzionedi una città ideale dal punto di vista ambientale. Un personaggio quasi maniacale nel suo impegno per la raccolta differenziata e la lotta agli sprechi energetici, tanto da suscitare le lamentele dei suoi colleghi di lavoro.
Una sera, mentre va a prendere una sua collega per accompagnarla a una cena, usando una macchina ecologica presa in prestito da un amico, qualcosa gli attraversa la strada, facendogli perdere il controllo della macchina e terminare la corsa contro un'altra vettura. Dopo l'urto, l'uomo scende prontamente dalla macchina e torna indietro per capire cosa abbia urtato, ma non trova niente. Riparte, dopo aver lasciato un biglietto con i suoi dati sul parabrezza dell'auto danneggiata e dopo un po' nota un oggetto ingombrabnte sul bordo della carreggiata. Torna indietro per spostarlo ed evitare pericoli per gli automobilisti e si rende conto che si tratta di un uomo ferito.
Prontamente chiama i soccorsi e inizialmente viene osannato dalla stampa per la sua meritoria opera di salvataggio.
Il suo atteggiamento apparentemente ambiguo e reticente mette in allerta le forze dell'ordine che cominciano addirittura a sospettare che possa essere lui l'investitore dell'uomo soccorso; di qui l'inizio di una vicenda giudiziaria paradossale, complicata dalle sue ferrre regole morali che gli impongono la ricerca della verità ad ogni costo.
Al
termine della proiezione, che sembrerebbe quasi suggerire la
pericolosità di aiutare gli altri e il rischio di trovarsi coinvolti in
vicende spiacevoli, don Filippo ha ricordato le proprie origini
siciliane ei pregiudizi che spesso accompagnano le regioni del sud,
considerate solo terra di mafia, camorra, ndrangheta e criminalità in
genere.
Purtroppo oggi sta emergendo che tali realtà deleterie non siano propri circoscritte solo alle regioni meridionali, ma anzi oggi tendano a sviluppare i propri affari in ogni zona della penisola e del mondo.
Contro la comoda tendenza all'indifferenza e al disimpegno, don Filippo ha ricordato alcuni testimoni della legalità (i giudici Falcone, Borsellino e Livatino, padre Puglisi e tanti altri), evidenziando come spesso emerga l'indifferenza rispetto alle vicende che coinvolgono gli altri mentre noi invece vorremmo aiuto e comprensione.
Non serve una città ideale, ma cittadini ideali.
Noi cosa siamo disposti a sacrificare in nome della legalità, della verità? - ci ha chiesto infine in maniera provocatoria.
Don Mario ha ricordato di aver cominciato proprio a Palermo il proprio cammino sacerdotale, invitando tutti ad esssere assetati di giustizia e ricordando l'esempio di don Luigi Citotti e di una la chiesa che lotta per la giustizia.
Spesso invece siamo solo spettatori indifferenti invece che impegnarci per la giustizia. Non solo la nostra, quella che ci fa comodo.
L'ingiustizia può anche essere colpa nostra, nascere dalla nostra paura di testimoniare. Bisogna superare l'indifferenza, l'apatia.
Come cattolici dobbiamo lottare per una chiesa più giusta e come cittadini costruire una società più giusta.
Non basta criticare gli altri; occorre anche fare autocritica. Il Regno viene se anche noi collaboriamo.
Nel primo intervento che ha aperto il breve dibattito una ragazza ha evidenziato come nel film emergano un senso di persecuzione, quasi di martirio del protagonista e l'interrogativo se si possa avere fede nella giustizia.
Una giustizia che perseguita gli innocenti e uomini di legge che consigliano il patteggiamento piuttosto che la ricerca della verità.
La fede ci invita alla giustizia. Dobbiamo fidarci di Dio e poi avere un atteggiamento di denuncia: individuare le cose che non vanno, valorizzando quel che c'è di buono. Annunciare le cose che funzionano, sapendo rinunciare ad alcune cose, agli sprechi, in un atteggiamento volto alla custodia del Creato.
Papa Francesco ha detto che il laico deve essere discepolo e missionario insieme. La parrocchia deve essere aperta al dialogo, non ci si deve chiudere nel proprio orticello. I laici devono riscoprire il compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, bussola per orientarsi nella società.
Gianni Fraccalvieri, ha ricordato il recente omicidio a Gravina di Pietro Capone, semplice cittadino impegnato per la legalità, evidenziando quanto questa triste vicenda e quella raccontata nel film ci interroghino come cittadini.
Il rispetto delle leggi è un principio fondamentale. Paragonando il protagonista al buon samaritano, ha ricordato che il Vangelo ci sprona a vivere e a batterci per la giustizia.
Ma quali conenuti e valori dobbiamo dare al nostro essere cittadini?
Filippo De Bellis ha commentato che spesso cerchiamo la città ideale fuori da noi, lontano dal nostro paese come il protagonista del film (finché non c'è qualche incidente di percorso).
Vediamo sempre il meglio che c'è altrove invece di costruire la città ideale.
Ribadita l'importanza di conoscere la Dottrina Sociale della Chiesa, gli strumenti che dovremmo avere e i frutti che già ci sono nella società.
Occorre conoscere i pericoli, sapere che l'impegno può essere rischioso mentre il disimpegno, il non fare niente non comporta rischi. Perché cambi qualcosa bisogna lottare fino in fondo pur sapendo di correre dei rischi.
L'ultimo intervento ha sottolineato le scelte ecologiste controcorrente del protagonista del film, la sua rinuncia al possesso di un'auto paragonandole a quelle di Papa Francesco in coerenza con uno stile di povertà evangelica.
Tema della serata "Giustizia e legalità" affrontato con l'aiuto di don Filippo Ferlita, cappellano militare del 36 Stormo e don Mario Natalini, parroco del Sacro Cuore.
Era prevista anche la presenza del giornalista RAI Enzo Quarto, direttore della scuola di comunicazioni sociali "don Vito Marotta", trattenuto in extremis da impegni di lavoro.
La prima parte della serata è stata dedicata alla visione del film "La città ideale" di Luigi Lo Cascio .
Protagonista del film l'architetto siciliano Michele Grassadonia, fervente ecologista, trasferitosi a Siena per promuovere un progetto di risparmio energetico che mira alla costruzionedi una città ideale dal punto di vista ambientale. Un personaggio quasi maniacale nel suo impegno per la raccolta differenziata e la lotta agli sprechi energetici, tanto da suscitare le lamentele dei suoi colleghi di lavoro.
Una sera, mentre va a prendere una sua collega per accompagnarla a una cena, usando una macchina ecologica presa in prestito da un amico, qualcosa gli attraversa la strada, facendogli perdere il controllo della macchina e terminare la corsa contro un'altra vettura. Dopo l'urto, l'uomo scende prontamente dalla macchina e torna indietro per capire cosa abbia urtato, ma non trova niente. Riparte, dopo aver lasciato un biglietto con i suoi dati sul parabrezza dell'auto danneggiata e dopo un po' nota un oggetto ingombrabnte sul bordo della carreggiata. Torna indietro per spostarlo ed evitare pericoli per gli automobilisti e si rende conto che si tratta di un uomo ferito.
Prontamente chiama i soccorsi e inizialmente viene osannato dalla stampa per la sua meritoria opera di salvataggio.
Il suo atteggiamento apparentemente ambiguo e reticente mette in allerta le forze dell'ordine che cominciano addirittura a sospettare che possa essere lui l'investitore dell'uomo soccorso; di qui l'inizio di una vicenda giudiziaria paradossale, complicata dalle sue ferrre regole morali che gli impongono la ricerca della verità ad ogni costo.
Purtroppo oggi sta emergendo che tali realtà deleterie non siano propri circoscritte solo alle regioni meridionali, ma anzi oggi tendano a sviluppare i propri affari in ogni zona della penisola e del mondo.
Contro la comoda tendenza all'indifferenza e al disimpegno, don Filippo ha ricordato alcuni testimoni della legalità (i giudici Falcone, Borsellino e Livatino, padre Puglisi e tanti altri), evidenziando come spesso emerga l'indifferenza rispetto alle vicende che coinvolgono gli altri mentre noi invece vorremmo aiuto e comprensione.
Non serve una città ideale, ma cittadini ideali.
Noi cosa siamo disposti a sacrificare in nome della legalità, della verità? - ci ha chiesto infine in maniera provocatoria.
Don Mario ha ricordato di aver cominciato proprio a Palermo il proprio cammino sacerdotale, invitando tutti ad esssere assetati di giustizia e ricordando l'esempio di don Luigi Citotti e di una la chiesa che lotta per la giustizia.
Spesso invece siamo solo spettatori indifferenti invece che impegnarci per la giustizia. Non solo la nostra, quella che ci fa comodo.
L'ingiustizia può anche essere colpa nostra, nascere dalla nostra paura di testimoniare. Bisogna superare l'indifferenza, l'apatia.
Come cattolici dobbiamo lottare per una chiesa più giusta e come cittadini costruire una società più giusta.
Non basta criticare gli altri; occorre anche fare autocritica. Il Regno viene se anche noi collaboriamo.
Nel primo intervento che ha aperto il breve dibattito una ragazza ha evidenziato come nel film emergano un senso di persecuzione, quasi di martirio del protagonista e l'interrogativo se si possa avere fede nella giustizia.
Una giustizia che perseguita gli innocenti e uomini di legge che consigliano il patteggiamento piuttosto che la ricerca della verità.
La fede ci invita alla giustizia. Dobbiamo fidarci di Dio e poi avere un atteggiamento di denuncia: individuare le cose che non vanno, valorizzando quel che c'è di buono. Annunciare le cose che funzionano, sapendo rinunciare ad alcune cose, agli sprechi, in un atteggiamento volto alla custodia del Creato.
Papa Francesco ha detto che il laico deve essere discepolo e missionario insieme. La parrocchia deve essere aperta al dialogo, non ci si deve chiudere nel proprio orticello. I laici devono riscoprire il compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, bussola per orientarsi nella società.
Gianni Fraccalvieri, ha ricordato il recente omicidio a Gravina di Pietro Capone, semplice cittadino impegnato per la legalità, evidenziando quanto questa triste vicenda e quella raccontata nel film ci interroghino come cittadini.
Il rispetto delle leggi è un principio fondamentale. Paragonando il protagonista al buon samaritano, ha ricordato che il Vangelo ci sprona a vivere e a batterci per la giustizia.
Ma quali conenuti e valori dobbiamo dare al nostro essere cittadini?
Filippo De Bellis ha commentato che spesso cerchiamo la città ideale fuori da noi, lontano dal nostro paese come il protagonista del film (finché non c'è qualche incidente di percorso).
Vediamo sempre il meglio che c'è altrove invece di costruire la città ideale.
Ribadita l'importanza di conoscere la Dottrina Sociale della Chiesa, gli strumenti che dovremmo avere e i frutti che già ci sono nella società.
Occorre conoscere i pericoli, sapere che l'impegno può essere rischioso mentre il disimpegno, il non fare niente non comporta rischi. Perché cambi qualcosa bisogna lottare fino in fondo pur sapendo di correre dei rischi.
L'ultimo intervento ha sottolineato le scelte ecologiste controcorrente del protagonista del film, la sua rinuncia al possesso di un'auto paragonandole a quelle di Papa Francesco in coerenza con uno stile di povertà evangelica.
lunedì 10 marzo 2014
Bollettino parrocchiale Quaresima 2014
Informiamo la comunità parrocchiale che è disponibile online il nuovo numero del nostro bollettino parrocchiale Voce... della comunità, liberamente scaricabile dal seguente indirizzo:
Dallo stesso indirizzo possono essere prelevati anche tutti i numeri usciti finora, semplicemente cliccando sul link corrispondente.
Il file verrà scaricato in formato PDF zippato.
Voce... - Marzo 2014
In questo numero
- L'angolo di Don Giuseppe: Vivere la Quaresima nella povertà evangelica
- Gli appuntamenti della Quaresima
- Come sale senza sapore
- Ricorrenze & ricorrenze
- "Il ricamo di Dio"
- Ma io vi dico
- Cardinale... a 98 anni
- Tornerò il sole
- Riflessioni di una catechista
- Quaresimae carità
- L'angolo del D.V.:Inaugurazione dell'anno giudiziario
giovedì 6 febbraio 2014
Adulti AC - Quarta tappa percorso
Mercoledì 05 febbraio 2014 si è svolto nel salone parrocchiale della
Chiesa di Santa Maria Maggiore il quarto incontro del percorso
interparrocchiale di Azione Cattolica dedicato alla giustizia. Ospiti
della serata i coniugi Anna e Mario Salvati dell'Ufficio per la Pastorale della Famiglia dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto.
Nella sua breve introduzione il parroco don Tonino Posa ha presentato gli ospiti ed espresso la preoccupazione della chiesa per la tutela della famiglia alla luce della recente approvazione da parte dell'Unione Europea della relazione Lunacek sui diritti delle persone omosessuali.

La parola è poi passata ad Anna Salvati che ha sintetizzato i tre punti principali del suo intervento:
1) chi è il giusto?
2) legalità e necessità di regole
3) servizio alla vita
passando poi a commentare il Salmo n. 1 che rappresenta la porta che introduce il cristiano a distinguere tra bene e male, a fare la sua scelta.
Il salmo inizia con un forte invito a NON seguire il consiglio degli empi, NON indugiare nella via dei peccatori, NON sedere in compagnia degli stolti, tre prescrizioni negative in progressione completate dall'invito a compiacersi della legge del Signore. Il giusto sceglie la via che va verso Dio e la segue con costanza.
Essere giusti vuol dire fare esperienza di Dio avendo radici nel suo amore per cui possiamo definire la giustizia come rettitudine di chi segue la via di Dio.
La dottrina sociale ha aggiunto altri elementi, arricchendo la definizione come atteggiamento determinato dalla volontà di riconoscere l'altro come persona.
Un autore, parafrasando un noto brano biblico, affermava che "Piove sui giusti e gli ingiusti, ma sul giusto piove di più perché l'ingiusto gli ruba l'ombrello."
Papa Giovanni Paolo II diceva che "La giustizia da sola non basta se manca l'amore che non si può né comprare, nè vendere perché basato sulla gratuità."
Papa Benedetto XVI faceva invece notare il nesso profondo tra la forte rivendicazione al diritto al superfluo, alla trasgressione, al vizio dell'attuale società e la mancanza di beni necessari nei paesi più poveri. I cristiani hanno il dovere di aprirsi al sociale, non restare chiusi nel proprio guscio come monadi.
La famiglia cristiana è una comunità di persone fondata sull'amore, costruita sulle fondamenta salde della Parola e vivificate dall'amore di Dio che illumina la famiglia e dall'esigenza di alimentare sempre l'amore nel corso della vita.
Il matrimonio per una coppia non è un punto di arrivo, ma l'inizio di un cammino che dura tutta la vita. La famiglia è una comunità di persone ossia un insieme di persone chiamate alla comunione.
L'amore non basta. I genitori sono chiamati ad amare i figli, ma anche a educarli attraverso la trasmissione della fede e dei valori, insegnando loro l'accettazione di regole comuni da rispettare.
Oggi invece la società spinge verso l'affermazione della libertà individuale, superando le regole tanto che il permissivismo è divenuto sinonimo di libertà e l'autorità che detta le regole comuni viene identificata con l'autoritarismo.
L'aumento della convivenza al posto del matrimonio indica una difficoltà ad assumersi la responsabilità della famiglia, un impegno che duri per tutta la vita.
Il bambino deve imparare a conoscere i limiti nella sua relazione con gli altri, imparando la responsabilità. Occorre dare delle regole e insegnare a collaborare nella quotidianità (condivisione) e responsabilizzare nella gestione del denaro. Piuttosto che comprare al bambino tutto quel che desidera, meglio affidargli una piccola somma da gestire per fargli comprendere il valore dei soldi.
Occorre stabilire un rapporto di rispetto reciproco tra figli e genitori, riconoscendo l'altro come diverso da noi; rispettare i figli per quello che sono e non per come vorremmo che diventassero.
I genitori devono avere un atteggiamento univoco per non disorientare i ragazzi.
Molto importante educare alla fede, proponendo sempre Gesù come modello della famiglia cristiana, essere costanti nella preghiera, possibilmente tutti insieme e impegnarsi per uno scopo buono, sempre aperti ai bisogni dei meno fortunati. Il bambino impara a vivere guardando i genitori.
Due sono gli aspetti principali di una famiglia cristiana: essere una comunità di persone e offrire un servizio alla vita, promuovendola sempre e superando la cultura dello scarto.
La bioetica cattolica punta sulla difesa della vita mentre quella laica sul concetto di qualità della vita.
Nel personalismo la persona è alla base ed è fondamentale il rispetto della dignità della vita in qualunque stato si trovi perché immagine di Dio.
C'è spesso una forte discrasia tra ciò che affermiamo e quel che facciamo, occorre sempre stare attenti a non giudicare gli altri.
Anna ha concluso il suo intervento, arricchito talvolta da commenti di Mario, leggendo alcuni passi della preghiera Santa Maria, compagna di viaggio di don Tonino Bello.
Prima di concludere alcune persone presenti hanno lanciato delle brevi provocazioni per invogliare alla riflessione e alla discussione in merito.
Primo esempio il costante aumento della convivenza come esperienza sostitutiva del matrimonio.
Come comportarsi? Sottolineata l'importanza di accompagnare con amore i figli in questa scelta senza ostacolarla, ma senza neanche nascondere i propri principi morali.
Un'ulteriore provocazione sul tema ha evidenziato quanto oggi sia sempre più difficile mandare avanti una famiglia, soprattutto se numerosa, e di come paradossalmente sposarsi non sia conveniente dal punto di vista economico e legislativo, tanto che molte coppie tendono a separarsi solo per ragioni fiscali.
Suggerita l'opportunità di superare la logica del PIL (Prodotto Interno Lordo) come indice dello sviluppo del paese a favore del BIL (Benessere Interno Lordo) che misura il benessere prodotto dalla famiglia e il risparmio anche economico che essa crea.
Pensiamo ad esempio all'importanza del ruolo dei nonni nella crescita di genitori che lavorano o il grande valore affettivo (e anche risparmio economico) di tenere gli anziani in casa piuttosto che in istituto.
Un altro intervento si è chiesto se oggi sappiamo distinguere cosa è giusto e sbagliato, sottolineando
la mancanza di conoscenza delle regole e la difficoltà delle agenzie educative di insegnare i valori.
In conclusione i coniugi Salvati hanno invitato a non temere il litigio, normale all'interno della famiglia anche cristiana, ricordando che dove esso manca spesso è sintomo di assenza di dialogo tra i coniugi oppure segno che uno dei due subisce le scelte dell'altro.
Saper litigare può rinforzare la vita di coppia: bisogna imparare a conoscere l'altro, trovando i momenti adatti per discutere, per parlare insieme, per arrivare ad una decisione comune con serenità.
Nella sua breve introduzione il parroco don Tonino Posa ha presentato gli ospiti ed espresso la preoccupazione della chiesa per la tutela della famiglia alla luce della recente approvazione da parte dell'Unione Europea della relazione Lunacek sui diritti delle persone omosessuali.
La parola è poi passata ad Anna Salvati che ha sintetizzato i tre punti principali del suo intervento:
1) chi è il giusto?
2) legalità e necessità di regole
3) servizio alla vita
passando poi a commentare il Salmo n. 1 che rappresenta la porta che introduce il cristiano a distinguere tra bene e male, a fare la sua scelta.
Il salmo inizia con un forte invito a NON seguire il consiglio degli empi, NON indugiare nella via dei peccatori, NON sedere in compagnia degli stolti, tre prescrizioni negative in progressione completate dall'invito a compiacersi della legge del Signore. Il giusto sceglie la via che va verso Dio e la segue con costanza.
Essere giusti vuol dire fare esperienza di Dio avendo radici nel suo amore per cui possiamo definire la giustizia come rettitudine di chi segue la via di Dio.
La dottrina sociale ha aggiunto altri elementi, arricchendo la definizione come atteggiamento determinato dalla volontà di riconoscere l'altro come persona.
Un autore, parafrasando un noto brano biblico, affermava che "Piove sui giusti e gli ingiusti, ma sul giusto piove di più perché l'ingiusto gli ruba l'ombrello."
Papa Giovanni Paolo II diceva che "La giustizia da sola non basta se manca l'amore che non si può né comprare, nè vendere perché basato sulla gratuità."
Papa Benedetto XVI faceva invece notare il nesso profondo tra la forte rivendicazione al diritto al superfluo, alla trasgressione, al vizio dell'attuale società e la mancanza di beni necessari nei paesi più poveri. I cristiani hanno il dovere di aprirsi al sociale, non restare chiusi nel proprio guscio come monadi.
La famiglia cristiana è una comunità di persone fondata sull'amore, costruita sulle fondamenta salde della Parola e vivificate dall'amore di Dio che illumina la famiglia e dall'esigenza di alimentare sempre l'amore nel corso della vita.
Il matrimonio per una coppia non è un punto di arrivo, ma l'inizio di un cammino che dura tutta la vita. La famiglia è una comunità di persone ossia un insieme di persone chiamate alla comunione.
L'amore non basta. I genitori sono chiamati ad amare i figli, ma anche a educarli attraverso la trasmissione della fede e dei valori, insegnando loro l'accettazione di regole comuni da rispettare.
Oggi invece la società spinge verso l'affermazione della libertà individuale, superando le regole tanto che il permissivismo è divenuto sinonimo di libertà e l'autorità che detta le regole comuni viene identificata con l'autoritarismo.
L'aumento della convivenza al posto del matrimonio indica una difficoltà ad assumersi la responsabilità della famiglia, un impegno che duri per tutta la vita.
Il bambino deve imparare a conoscere i limiti nella sua relazione con gli altri, imparando la responsabilità. Occorre dare delle regole e insegnare a collaborare nella quotidianità (condivisione) e responsabilizzare nella gestione del denaro. Piuttosto che comprare al bambino tutto quel che desidera, meglio affidargli una piccola somma da gestire per fargli comprendere il valore dei soldi.
Occorre stabilire un rapporto di rispetto reciproco tra figli e genitori, riconoscendo l'altro come diverso da noi; rispettare i figli per quello che sono e non per come vorremmo che diventassero.
I genitori devono avere un atteggiamento univoco per non disorientare i ragazzi.
Molto importante educare alla fede, proponendo sempre Gesù come modello della famiglia cristiana, essere costanti nella preghiera, possibilmente tutti insieme e impegnarsi per uno scopo buono, sempre aperti ai bisogni dei meno fortunati. Il bambino impara a vivere guardando i genitori.
Due sono gli aspetti principali di una famiglia cristiana: essere una comunità di persone e offrire un servizio alla vita, promuovendola sempre e superando la cultura dello scarto.
La bioetica cattolica punta sulla difesa della vita mentre quella laica sul concetto di qualità della vita.
Nel personalismo la persona è alla base ed è fondamentale il rispetto della dignità della vita in qualunque stato si trovi perché immagine di Dio.
C'è spesso una forte discrasia tra ciò che affermiamo e quel che facciamo, occorre sempre stare attenti a non giudicare gli altri.
Anna ha concluso il suo intervento, arricchito talvolta da commenti di Mario, leggendo alcuni passi della preghiera Santa Maria, compagna di viaggio di don Tonino Bello.
Prima di concludere alcune persone presenti hanno lanciato delle brevi provocazioni per invogliare alla riflessione e alla discussione in merito.
Primo esempio il costante aumento della convivenza come esperienza sostitutiva del matrimonio.
Come comportarsi? Sottolineata l'importanza di accompagnare con amore i figli in questa scelta senza ostacolarla, ma senza neanche nascondere i propri principi morali.
Un'ulteriore provocazione sul tema ha evidenziato quanto oggi sia sempre più difficile mandare avanti una famiglia, soprattutto se numerosa, e di come paradossalmente sposarsi non sia conveniente dal punto di vista economico e legislativo, tanto che molte coppie tendono a separarsi solo per ragioni fiscali.
Suggerita l'opportunità di superare la logica del PIL (Prodotto Interno Lordo) come indice dello sviluppo del paese a favore del BIL (Benessere Interno Lordo) che misura il benessere prodotto dalla famiglia e il risparmio anche economico che essa crea.
Pensiamo ad esempio all'importanza del ruolo dei nonni nella crescita di genitori che lavorano o il grande valore affettivo (e anche risparmio economico) di tenere gli anziani in casa piuttosto che in istituto.
Un altro intervento si è chiesto se oggi sappiamo distinguere cosa è giusto e sbagliato, sottolineando
la mancanza di conoscenza delle regole e la difficoltà delle agenzie educative di insegnare i valori.
In conclusione i coniugi Salvati hanno invitato a non temere il litigio, normale all'interno della famiglia anche cristiana, ricordando che dove esso manca spesso è sintomo di assenza di dialogo tra i coniugi oppure segno che uno dei due subisce le scelte dell'altro.
Saper litigare può rinforzare la vita di coppia: bisogna imparare a conoscere l'altro, trovando i momenti adatti per discutere, per parlare insieme, per arrivare ad una decisione comune con serenità.
Iscriviti a:
Post (Atom)

